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Conversioni Cross Device in Epoca CoVid

2’15” Tempo di lettura

Io vi avevo messi in guardia qualche settimana fa… quando parlai di un funnel Digital (e non solo), fortemente viziato dalla straordinaria situazione nella quale ci troviamo. Nell’articolo 13 mesi di Digital Marketing, avevamo infatti affrontato il tema di come ciò che solitamente diamo per scientificamente scontato, stava subendo delle notevoli variazioni.

Avevo anticipato questo tema ponendo un interrogativo tattico. Meglio star fermi o presidiare i canali? Poi ne ha parlato anche il Global Head of Growth Lab di Google, Matthieu Pellerin sul Think With Google di aprile 2020.

La doverosa premesse introduttiva, è in realtà parte integrante dell’assunto di cui sotto. Non si tratta di una supposizione basata su credo o esperienze, ma di un fatto reale da ritenersi scientifico. Andando ad analizzare i dati, molti di voi avranno notato canali che producono maggiori conversioni o un numero di conversioni mobile, superiori al passato.

Più mobile nel funnel CoVid

La risposta che molti di voi si saranno dati e che – attenzione – non è scorretta, è che in questi giorni il numero di accessi da telefono è sinceramente superiore rispetto al passato.

In poche parole, un utente che si trovava a navigare da computer dell’ufficio e poi a proseguire con la navigazione – e il funnel – usando il telefono durante il viaggio lavoro-casa e poi il computer una volta arrivato a casa, oggi usa un unico device per compiere il suo percorso di acquisto.

Bambini inchiodati sulle console a consumare banda, PC usati per video lezioni e via dicendo, portano chiaramente a usare generalmente il proprio smartphone (magari col suo traffico dati), per consumare tutte le fasi del funnel.

Cross Device? No… mono Device!

Il risultato di questo – che poi è la sintesi del titolo dell’articolo – non è che i device mobili aumentano le conversioni e le campagne oggi hanno comportamenti anomali rispetto al passato (nei modelli di attribuzione in base alla posizione, vi sarete certamente accorti che campagne che prima producevano zero o poche conversioni, oggi invece fanno parte del funnel…).

In pratica perché questa rivoluzione? Semplicemente perché (uno tra tutti?) Google Analytics non presume più la conversione da device diversi, ma ce l’ha sotto il naso. Usando un solo device in tutte le fasi del funnel, tutte le campagne partecipano alla conversione e i dispositivi tendono ad avere tassi di conversione più alti!

A volte, quindi, la risposta è meno comportamentale di quanto si pensi… è “solo” meno tecnologica. Dove il sistema fatica a tracciare i balzi tra un device e l’altro, in una situazione anomala, con un device solo… tutto sembra improvvisamente più semplice.

Analisi Competitiva con SemRush

1′ 40″ Tempo di lettura

Buongiorno curiosi e smanettoni,
oggi vorrei ragionare con voi su un argomento che, in questi giorni soprattutto, mi ha fatto riflettere parecchio. Come deve muoversi un’azienda in questo periodo?

La risposta è: “Dipende!” Sicuramente possiamo capire cosa non deve fare: restare immobile, o adagiarsi su una strategia che “ha sempre funzionato”.

Bisogna accettare il fatto che ci troviamo in una nuova situazione e che il “prima” difficilmente sarà simile al “dopo”. Grazie ai dati che ci fornisce SemRush – piattaforma essenziale nel nostro settore – possiamo capire, studiare e interpretare i “movimenti” dei nostri competitor.
Un recente studio della piattaforma è pubblicato col titolo di “Competitor Analysis in Uncertain Times“; ma quali dati possono aiutarci a capire come si sono comportati i competitor?

Traffico del Sito

Grazie all’analisi comparativa del traffico di SemRush, possiamo inserire nella piattaforma i nostri competitor e vedere come, mese su mese e rispetto all’anno precedente, sono cambiate le visite e quali sono i canali a cui è attribuibile la variazione. Possiamo addirittura vedere le pagine che hanno generato più traffico e da quale sorgente questo provenga.

Come utilizziamo queste informazioni?

Ispiriamoci al Successo! Sicuramente tutti guardano con un occhio diverso il leader di mercato e le sue strategie, ma copiare la sua strategia al 100% funziona? Probabilmente no e non è ciò che dobbiamo fare.

Dobbiamo ispirarci alle strategie di successo dei competitor e andare a coprire le lacune lasciate e non colmate. La flessibilità di SemRush ci permette di filtrare i risultati delle migliori keyword – di brand e non – dei competitor, mostrandoci il comportamento del consumatore tramite la frequenza di ricerca.

Una volta trovate le keyword più performanti, possiamo utilizzare un tool meraviglioso: il Keyword Gap, di SemRush, che ci permette di capire le similitudini e le differenze tra il nostro “Portfolio Keyword” e quello dei competitor, dandoci la possibilità di lavorare per ottimizzare il nostro posizionamento.

I dati di questo tool non fanno solo riferimento alle keyword organiche, ma anche a quelle del traffico a pagamento (PPC e PLA). Vediamo in quale “direzione” sono investiti i capitali e diamo valore ai canali scoperti, o coperti parzialmente.

Invito tutti a scoprire la quantità infinita di dati che fornisce questa piattaforma e la flessibilità con cui permette di fare ricerche in ogni settore di business e in ogni canale online! Questo è il momento perfetto per dimenticare il detto “squadra che vince non si cambia” e sostituirlo con “squadra che vince si può sempre migliorare”.

Conversioni Qualitative e Quantitative

1′ 40″ Tempo di lettura

Buongiorno curiosi e smanettoni,
spero che stiate tutti bene e che siate ancora focalizzati sull’analisi delle vostre campagne Google Ads… perché oggi voglio parlarvi delle conversioni.

Questa che segue è la mia suddivisione che, nel marketing, sappiamo essere un punto di vista e può funzionare fino a prova contraria!

Conversioni Qualitative

Sono le nostre conversioni di fase bassa, quelle che, per un cliente poco attento al funnel, contano davvero. Questi obiettivi devono rispecchiare quello che il cliente vuole ottenere e devono coprire tutti i possibili tipi di contatto derivanti dalle vostre attività. Ha un negozio fisico? Tracciamo il click sulla mappa. Lavora bene con contatti telefonici? Rendiamo tracciabile il click sul numero. Funziona bene la compilazione della form? Inseriamo una bella Thank You Page e creiamo l’obiettivo.

Istruiamo i nostri clienti sull’importanza di entrambi i tipi di conversione e senza fare i “fenomeni” vendendo cioè per ottime, delle conversioni quantitative.

Ci saranno clienti il cui interesse sono le quantitative e altri per cui le qualitative sono l’unica cosa che conta. Avete in mano un grande potere con gli strumenti di tracciamento di cui disponiamo oggi. Non dimenticate però che: “Da Grandi Poteri derivano Grandi Responsabilità”!

Conversioni Quantitative

Le conversioni quantitative ci permettono di raggiungere e/o identificare dei parametri importanti per lo sviluppo di tattiche comunicative e per capire cosa funziona o non funziona nel nostro sito, o nelle nostre conversioni qualitative.

Ipotizziamo che un nostro obiettivo quantitativo sia la visita alla pagina di contatto. Notiamo tanti accessi e poche compilazioni di form. Chiediamo al cliente se riceve telefonate o e-mail. Se viene sommerso di richieste tramite questi canali e noi non li stiamo tracciando, abbiamo individuato un potenziale problema! Rendiamoli cliccabili, impostiamoli come eventi e creiamo le conversioni.

Oppure… abbiamo pochi clic su telefono e/o email a causa del fatto che i link sono nascosti nel footer del sito? Spostiamoli nella pagina di contatto o rendiamoli cliccabili.

Insomma… le conversioni quantitative possono essere varie. Altri esempi? Navigazione superiore a X pagine, download del catalogo, aggiunta al carrello e via dicendo… L’ideale è sempre tracciare tutto e in questo potrebbe venirci in soccorso un bel report personalizzato… Piano piano, ogni tassello va al suo posto!

Cos’è un Clic per Facebook

1’30” Tempo di lettura

Ogni giorno, ognuno di noi compie un’azione all’interno della piattaforma, ma come facciamo a differenziarle? Avete presente quando vedete un’inserzione o un post organico trovato nella sezione notizie? L’azione che eseguite interagendo con un post si chiama clic.

Clic (Tutti)

“Clic (Tutti)”, è una metrica che comprende tutte le azioni eseguite all’interno del post o dell’inserzione. Immaginate un post nella “Sezione Notizie”, Facebook conterà ogni volta che un utente clicca su:

  • Nome della pagina;
  • Triangolino in alto a destra nel post;
  • “Altro” se una parte del testo del post è nascosto;
  • Commenta o semplicemente legge i commenti, mette “Mi piace”, guarda, condivide… Insomma ogni volta che il dito dell’utente preme un’area all’interno di quel post.

La metrica “Clic (Tutti)” è un segnale di interesse, che se lo analizziamo insieme a tutti gli altri, ci dirà tanto sulle performance del nostro post/inserzione.

Clic sul Link

Per esempio, prendiamola insieme alla metrica vicina “Clic sul Link” (clic sulla CTA, call to action / clic su un link inserito all’interno del copy, o testo dell’annuncio). Potremo vedere la differenza tra quante volte è stato mostrato maggior interesse e quante volte è stato cliccato in totale… Ma non finisce qui! Per farci un’idea definitiva di quanti sono realmente gli utenti interessati al nostro post/inserzione, dobbiamo guardare “Clic unici sul link”, che ci aiuterà a valutare ancora meglio le nostre performance.

Visualizzazioni della pagina di destinazione

E poi c’è lei… Sua Maestà “Visualizzazioni della pagina di destinazione” (nel caso ce ne fosse una come obiettivo!). Spesso noterete un’enorme differenza tra il numero di clic sul link o clic uscita, e le visualizzazioni della pagina di atterraggio. Sapete perché? Nel migliore dei casi possono esserci mille motivazioni come un utente che “si arrende”, perde l’interesse e via dicendo. Nel peggiore dei casi invece perché la pagina di atterraggio presenta qualche problema (per esempio caricamento lento).

In conclusione, suggerisco di prestare attenzione nella parte reportistica e analizzare tutti i segnali che abbiamo a disposizione per farci un’idea definitiva. Quelli spiegati oggi sono la “Clic Family“, ma ce ne sono talmente tanti che potremmo non smettere mai di ragionare!
Alla prossima!

Una Dashboard Sinottica

2′ 10″ Tempo di lettura

Il reale problema dell’Account Summary Report, è che almeno per quanto concerne la programmazione di base, il forum Google Developer, non fornisce una soluzione all’annosa richiesta di una frammentazione analitica delle campagne, anche come semplice suddivisione tramite label.

In tale contesto, ci viene fortunatamente in soccorso Google Data Studio, come già ci aveva ampiamente illustrato Marco Maglio nel suo articolo dedicato alle Dashboard su Google Ads.

Ma vediamo di rispondere all’esigenza iniziale e creiamo una cosiddetta…

Dashboard Sinottica per Google Ads

Entrate dunque in Google Data Studio e scorrete verso il basso, selezionando la voce “aggiungi un filtro“. Selezionate la voce “campagna” e inserite come funzione “contiene” andando a mettere parte del nome, in modo da prendere in considerazione solo le campagne richieste.

Dalla scheda “Stile“, se vi infastidiscono i numeri a sinistra della tabella, potete usare la funzione “corpo tabella > numeri di riga” e deflaggarla, facendo in modo che scompaiano.

La scelta dei dati

Tra i dati a disposizione, ordinate ciò che vi occorre, ma nel nostro esempio prenderemo in analisi solo i clic. Attenzione però: abbiate l’accortezza di impostare come intervallo di date il valore “predefinito / automatico“.

Poi andate su “inserisci > intervallo di date“. In questo modo il sistema consentirà – una volta condivisa la dashboard – di avere dati aggiornati in base alla selezione effettuata volta volta dal fruitore.

Tornate poi su “Dati” – dopo aver selezionato la tabella – e inserite in basso nella scheda dateintervallo di date di confronto > periodo precedente“. In questo modo il sistema, cambiando la data dalla maschera di intervallo di date, riporterà lo stesso periodo immediatamente precedente alla selezione effettuata.

Quali dati occorre analizzare?

Chiaramente dipende dal filtro di campagna che avete impostato all’inizio, sulla base del nome, ma se vogliamo prendere come esempio una campagna ricerca, i dati che mi sento di consigliare – soprattutto in funzione del confronto data su data – sono i seguenti:

  • clic
  • impression
  • CTR
  • conversioni
  • costo conversione.

Un elemento davvero interessante, è anche la formattazione condizionale, attraverso la quale potete cambiare colore alle celle, sulla base del rendimento delle campagne.

La si configura da Stile, come regola. Una volta configurato il tutto e trasformato graficamente in qualcosa di accettabile, stampabile, ma soprattutto comprensibile, si può passare alla condivisione effettiva del report.

Lo scacchiere tattico è completo. In questo modo, potrete continuare a ricevere giornalmente l’Account Summary Report che tanto fa comodo a noi analisti e “tecnici”, ma molto poco serve al cliente… mentre il cliente, grazie a questa dashboard auto-aggiornabile e soprattutto grazie alla sua funzione di intervallo di date, avrà sempre sotto mano i dati sinottici della campagna.

Più a questo punto dotate il report di grafici e numeri di confronto, meglio sarà, garantendo la piena soddisfazione vostra e del cliente, che potrà leggere i dati di sintesi in modo semplice ed esaustivo.

Presidio o Arresto?

1′ 40″ Tempo di lettura

Mai titolo fu più evocativo, in tempi di emergenza da CoVid-19 anche se, se vivessimo in un romanzo, il tema sarebbe quasi più paragonabile a un “Orgoglio e pregiudizio“, di Jane Austen. Il 28 gennaio del 1813 la scrittrice inglese vide pubblicato il suo romanzo capolavoro e voi vi chiederete cosa questo c’entri con il marketing, Google Ads e soprattutto con l’emergenza sanitaria.

In realtà molto direi, perché sicuramente c’è una buona dose di pregiudizio, soprattutto nella cattiva gestione delle comunicazioni… ma soprattutto c’è una bella mancanza di orgoglio, quel sano ingrediente che per noi italiani dovrebbe e potrebbe essere un po’ come il buon pomodoro per la pizza o per la pasta.

Siamo diventati attendisti, pigri, spaventati. Completamente privi del senso di patria e di quell’orgoglio tutto italiano, che mettiamo in piedi unicamente quando di parla di calcio o di ben figurare col sesso opposto. L’Italia non è questa, almeno non per come me la immagino o la vivo io.

Presidio Pull, Arresto Push

Ed è per questo che alla domanda ormai quotidiana che ripete la litania se sia giusto stare o meno in campagna, io rispondo sì. Assolutamente. Evitiamo campagne push, perché in questo momento potrebbero essere viste come troppo invasive. Analizzano gli interessi e se invece volete vederla da un punto di vista opportunistico (vigliaccamente), gli interessi pregressi negli ultimi 15 giorni saranno radicalmente cambiati… date quindi tempo agli algoritmi di capirci qualcosa.

Quindi come detto niente push marketing. Ma assolutamente sì al pull, quindi ai motori di ricerca. Prima di tutto perché stando a casa, le persone – che sicuramente avranno riscoperto la bellezza della lettura e a tal proposito leggetevi il libro citato nelle prime righe – useranno un po’ del proprio tempo non solo per svernare sui social network, ma anche per cercare. E cercheranno di tutto, armate soprattutto di quella speranza di ripartenza che sicuramente dilaterà il tempo alla conversione, ma che giocherà, se ben seminato, un ottimo ruolo nella fase alta di interesse.

Occhio a non preoccuparvi per il CTR. Cala. E sapete perché? Due motivi anche qui. Prima di tutto perché a discapito di quanto pensiate, non è vero che si sono tutti fermati. In questo momento hanno spiccato il volo in tanti. Soprattutto quelli che aspettano il rilancio e la vivono come un’opportunità (e bastono chi invece pensa che sia una speculazione); secondariamente perché le ricerche potrebbero essere un po’ più disordinate… abbassando quindi l’incidenza 1:1 degli annunci e portando a qualche perdita di punti nel ranking.

Creazione Dashboard su Google Ads

2′ 10″ Tempo di lettura

Salve a tutti curiosi e smanettoni,
nell’ultimo articolo abbiamo creato un rapporto personalizzato. Ora andiamo a integrarlo con altre reportistiche utili e inserirlo in una dashboard.

Potremo inviare al cliente questa dashboard con la funzione di report e usarla come analisi del comportamento delle nostre campagne, settimana su settimana.

Quali rapporti inserire nella Dashboard di Google Ads

Decidere quali dati ritenere rilevanti, sarà a vostro rischio e pericolo! Quello che suggerisco è indicativo ed è sempre meglio concordare con il cliente basandoci sui suoi obiettivi e sui tipi di campagne che gestite per lui.

Inizio sempre con la tabella delle metriche settimanali (in cui ho parlato nell’articolo sui Rapporti Personalizzati). Segue poi un grafico a linee che tracciano graficamente l’andamento Impression / Clic. E’ utile inserire sempre delle versioni grafiche, perché alleggeriscono la lettura e restituiscono, a colpo d’occhio, dati significativi.

Successivamente inserisco le performance di campagna e di città, inserendo i campi che trovate nell’immagine qua sotto.

Report Performance Città

Come far mancare una bella analisi delle parole chiave? Ovviamente fondamentali nelle nostre campagne di ricerca, devono necessariamente presenziare. Inseriamo come dati interessanti:

  • Clic
  • Impression
  • CPC Medio
  • CTR
  • Conversioni
  • Costo

Analizziamo le Conversioni

Partiamo con un altro bel grafico a linee che mostra i dati di conversione e tasso di conversione. Per dare poi una vista un po’ più dettagliata, aggiungiamo una tabella che contenga “Azione di Conversione” e “Conversioni”.

Ora che faccio con questo report? Pianificando l’invio della dashboard non ricevi direttamente il pdf, ma solo una notifica. Clicca sul simbolo con la freccia per scaricare il report in pdf e, dopo averci dato una bella occhiata, invialo al cliente.

Consiglio – durante l’inizio della collaborazione con un cliente – di decidere accuratamente quelli che sono i dati che vi interessano e organizzare il report in base alle vostre necessità.

La piattaforma permette di creare molti tipi di rapporti personalizzati: a partire da tabelle e grafici a linee come quelli descritti in questo articolo, fino a grafici a torta o a bolle.

Scopriteli tutti e sfruttateli per semplificare e rendere comprensibili i vostri report. Ora che sapete tutto posso nominarvi: “Cavalieri della Dashboard Rotonda”!

Al prossimo articolo per altre piccole guide e suggerimenti.

Rapporti Personalizzati

Tempo di lettura

Buongiorno curiosi e smanettoni,
oggi andiamo a dare continuità alla reportistica dell’account summary report. Se la reportistica giornaliera ha una funzione di controllo, la reportistica settimanale è utile per capire le ciclicità di un account e per rendicontare il lavoro – settimana su settimana – al cliente.

Perché creare una reportistica settimanale?

La creazione ci porta a evidenziare, per esempio, i giorni della settimana di maggior produttività. Ci permette di mostrare settimanalmente il lavoro svolto e a cosa ha condotto, con la consapevolezza che, questo tipo di analisi, ha un senso in funzione di periodi di conversione di un paio di giorni al massimo.

Come creare un report?

Partiamo cliccando in alto a destra, nella piattaforma Google Ads, su rapporti. All’apertura del menù a sandwich, clicchiamo ancora su rapporti. Si aprirà una schermata con i rapporti predefiniti. Clicchiamo su “Personalizzata”, a sinistra, e scegliamo “tabella”.

Andiamo subito a selezionare le data a cui fa riferimento il report, cliccando in alto a destra dove vediamo indicata la data e impostiamo Ultima Settimana (lun – dom) oppure, se lavorate con il mercato inglese, Ultima Settimana (dom – sab).

Ora impostiamo i filtri cliccando sull’icona che ricorda un imbuto e la dicitura filtra. Inseriamo “Stato campagne Attivato” e, nella seconda voce “stato campagne”, spuntiamo le voci: Idoneo, Campagna con Budget Vincolato, Idonea (Apprendimento), Idonea (Limitata) e Idonea (Configurazione Errata).

Questo ci permetterà di vedere solo campagne che, nelle date che prima abbiamo impostato, erano realmente attive. Andiamo a impostare i parametri di analisi. Con il menù di ricerca sul lato destro, andiamo a trovare e trascinare le voci che ci interessano. Io ho impostato in questo modo:

Salvare, Scaricare e Pianificare

Andiamo a salvare il nostro rapporto e a pianificare la notifica così da non poterci dimenticare di inviarlo al cliente. In alto a sinistra troviamo scritto “rapporto senza titolo”. Clicchiamo sulla matita, rinominiamolo – io l’ho chiamato Metriche Settimanali – e andiamo a premere su salva.

Accanto troviamo il pulsante “scarica” che utilizzeremo per creare un PDF con il report quando dovremo mandarlo al cliente e accanto il pulsante pianifica. Selezionando pianifica apparirà la possibilità di impostare la frequenza di notifica del report:

  • Una volta.
  • Ogni giorno.
  • Ogni settimana.
  • Primo giorno del mese.

Possiamo inoltre decidere il formato del report (consiglio sempre il formato PDF) e i destinatari della notifica.

Ampliare il Report Settimanale

I dati presenti in questo report ricalcano quelli presenti nell’Account Summary Report. Nelle prossime settimane, vedremo altri rapporti utili e come inserirli in una Dashboard completa.
Stay Tuned!

Account Summary Report

3′ Tempo di lettura

Buongiorno curiosi e smanettoni!
Qual è la mia più grande paura? Ragni? Serpenti? No! Che un cliente mi scriva che c’è qualcosa che non va nel suo account Ads e io non me ne sono accorto… Avere una visione “orwelliana” degli account è fondamentale. Vediamo quindi uno script semplice e utilissimo: l’Account Summary Report.

Perché l’Account Summary Report

Parto dal perché. Puoi vedere ogni giorno le prestazione del tuo account confrontando i risultati di:

  • Yesterday – ovviamente ti fornisce i dati dell’ultimo giorno completo.
  • Two Days Ago – per effettuare un paragone giorno su giorno.
  • A Week Ago – per comparare con i risultati dello stesso giorno della settimana precedente.

Altra funzionalità spesso ignorata è il confronto dei dati dalla creazione del Summary Report. Questo report, oltre a inviarti un’email, registra tutti i dati su un foglio di calcolo nel tuo account Drive, che puoi consultare in ogni momento.

Attenzione a un dettaglio importante… il file su Drive, non aggiorna la Conversion Value nel tempo, cioè se una conversione viene attribuita parzialmente a un giorno precedente al giorno di riferimento del report, nella tabella vedrete il valore originale e non quello “post-Attribuzione”.

Come e dove creare l’Account Summary Report

Lo puoi creare dalla piattaforma. Cliccando su Strumenti e Impostazioni poi su Script. Crea un nuovo script con il pulsante “+” e cancella il testo già presente incollandogli quello che trovi cliccando qui, chiamato Source code. Dopo averlo incollato, creiamo il nostro file su Drive, salvando questo Foglio di Calcolo e inserendo l’email su cui vogliamo ricevere il report e l’ID del nostro account Google Ads da monitorare.

Personalizzare l’Account Summary Report

Dopo averlo incollato, andiamo a modificare i parametri necessari per il funzionamento:

  • Riga 42: all’interno delle virgolette inseriamo l’URL del nostro foglio di calcolo.
  • Riga 166: troverete scritto -5 è un errore dobbiamo mettere -6 per avere i dati di una settimana prima.
  • Riga 213: mettiamo dopo il testo Summary Report e prima dell’apostrofo, il nome del nostro cliente.

Ora passiamo alla personalizzazione in base alle nostre esigenze: dalla riga 59 troviamo i parametri che compariranno nel nostro report. Nell’immagine seguente, potete vedere la mia personale impostazione per un sito ecommerce.

Account Summary Report

Nel caso non siate interessati a vedere il valore delle conversioni, o qualsiasi altro valore, basta rimuovere tutta la riga. Se volete tradurli in italiano – o rinominarli – basta modificare la dicitura dopo il displayName, avendo cura di mantenere le virgolette.

Per esempio se voglio che il ConversionRate diventi il Tasso di Conversione, sostituirò la riga 66 con questa stringa:

{columnName: 'ConversionRate', displayName: 'Tasso di Conversione'},

Terminata la personalizzazione, rinominiamo lo script e clicchiamo su Anteprima. Dopo aver chiesto l’autorizzazione ad accedere e modificare l’account Google Ads, cliccate su “esegui” e andate a controllare la vostra email.

Pianificare l’invio dell’Account Summary Report

Dopo aver salvato e chiuso lo script, andiamo a impostare l’invio. Cliccando sulla colonna frequenza, accanto al nostro script, si può decidere quando riceverlo. Io consiglio tutti i giorni. A che ora? Per esperienza vi consiglio di metterlo alla mattina presto. Abbastanza presto da non disturbare perché la “modalità sonno” del telefono è ancora attiva, ma che possa rappresentare per te la prima attività della mattina. Se infatti dovessi notare un problema su un account, avrai il tempo di fare le tue verifiche prima che il cliente ti chiami tirandoti accidenti!

Segui il mio consiglio e ti sentirai un po’ come il “Grande Fratello” di Orwell, che tutto vede e tutto controlla.

Ecco… vi ricordate quando ci chiedevamo se Google Ads funziona? Questo script, almeno, vi consentirà di avere tutto sotto controllo!