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Realizzazione Siti Internet

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Dobbiamo contestualizzare determinate affermazioni. Questo occorre farlo sempre. Stiamo evidentemente parlando di un mercato che ormai ha 30 anni e che grazie a Dio, ho cavalcato subito. Era il 1993 quando pubblicai il primo sito web, quando ancora comprare un dominio di ennesimo livello, costava la bellezza di 600.000 lire.

Se proponevi di fare siti web nella migliore delle ipotesi ti veniva detto “va bene, lo faccio perché li hanno tutti”, nella peggiore, si mettevano a ridere, per quelli che sono i secondi significati della parola “sito”.

Dopo i Siti Web arrivano i Social

Poi sono cresciuti i Social. Credo My Space sia stato quello che probabilmente è riuscito meglio a spostare la chat disordinata su innumerevoli piattaforme, all’interno di un unico spazio e con una singola identità. Poi fu il tempo di Second Life, che non ha mai preso piede. E alla fine venne Facebook.

La piattaforma offrì da subito delle opzioni di targeting e di pubblicità. Funzionavano male e una grande azienda uscì dal programma. Facebook capì che doveva correre ai ripari e creò una piattaforma formidabile, che se ben addomesticata e in modo non troppo ingordo, restituisce sempre dei risultati eccellenti.

Ma poi arriva “lui”. E diventa pubblicità

Tutti pensavamo che fosse uno spazio sicuro. Il molo di attracco del nostro Millennium Falcon, dove al massimo trovi qualche assaltatore con la mira strampalata… ma il CoVid-19 ci ha insegnato altro.

Facebook è oggi una piattaforma pubblicitaria troppo aggressiva. Tutti sono in campagna e anche senza andare troppo per il sottile. Troppe sponsorizzazioni, troppo fatte male e troppo buttate lì, senza leggere e capire i dati.

Non troppo marketing Push

Noi come Blubit, stiamo spiegando ai clienti che tutte le attività di push marketing – vale a dire dove la pubblicità si propone, senza necessariamente rispondere a una specifica domanda del cliente – sono in questo momento troppo aggressive. La pressione pubblicitaria – o meglio di marketing, perché sono due cose diverse… – deve gradualmente ripartire, ma oggi con un clima di tale incertezza, [molto] meglio farsi cercare, che proporsi.

E se di parla di farsi cercare, si torna al fantastico mondo dei siti web. Quello alimentato anche dalla ricerca con risultati a pagamento e che io personalmente “conosco così bene” che qualcuno laggiù, in Google, mi ha conferito la carica di “Esperto di Prodotto Platino” per Google Ads. Oggi (aprile 2020), sono pure l’unico in Italia.

Realizzazione Siti Internet? Oggi è una chiave di ricerca che ha un’impennata storica incredibile. Il dato più alto di ricerche da 5 anni a oggi. La sua percentuale di crescita è del 200% rispetto al miglior dato del passato. Le aziende credono di nuovo nei siti (la tua?). Un po’ perché le persone stanno in casa, un po’ – e forse soprattutto – perché nel sito nessuno ti disturba. Un catalogo, un ecommerce, informazioni. La tranquillità di sfogliare qualcosa per il gusto di farlo. Senza interruzioni.

Durerà? Dico di sì. E se Facebook non sta attento, temo che gli utenti si fideranno meno.

Estensione di Modulo Lead

2′ Tempo di lettura

Ultime nate, almeno nel momento in cui scriviamo, le estensioni di Modulo Lead sono arrivate in Italia dopo un lungo periodo di beta in altri paesi. Sono capitate un po’ per caso sul nostro palcoscenico, ma credo che questo – come ho già avuto modo di scrivere – rientri in un’ottica di avvicinamento a molte opzioni di Facebook che funzionano molto bene.

Uno degli esempi più eclatanti, sono stati a suo tempo gli annunci della Galleria su Google Ads, disponibili solo su ricerca da mobile.

L’analisi, verte però dal mio punto di vista sull’efficacia di alcuni elementi Facebook, rispetto a quelli Google. Questo in un momento nel quale Google sta rivoluzionando il suo stesso impatto nel Customer Journey, rendendosi conto che molte volte opera solo in fase alta.

L’utente quindi cerca, ma poi la sua convinzione e quindi l’approdo in fase bassa, lo abbiamo quando è il prodotto che lo insegue. Ambiente nel quale opera divinamente Facebook. Un modulo di contatto Facebook infatti interviene nel momento in cui la navigazione – se vogliamo – è “distratta”. Non volendo uscire dalla piattaforma, si predilige quindi compilare velocemente un modulo e aspettare che sia l’azienda a fare il passo successivo.

L’estensione di Modulo Lead invece, avviene dopo la ricerca dell’utente e ha due svantaggi dal mio punto di vista.
Il primo è nello – almeno per ora – scarso uso dell’estensione da parte dei publisher. Di fatto dopo una ricerca, si presuppone un atterraggio [su sito web]. Se tutti i publisher scelgono il modulo di lead, allora l’utente potrebbe essere invogliato a chiedere informazioni velocemente, risparmiando tempo. Ma cosa succede se gli annunci che hanno il modulo sono solo pochi?

E qui c’è il secondo svantaggio. Il costo per clic, si paga quando si apre il modulo, non quando questo viene compilato! Infatti la compilazione stessa diventa una conversione. Questo può voler dire un enorme aumento dei costi di campagna, contestualizzato alla semplice apertura della form, ma senza poi ricevere il lead.

Un po’ come accade quindi con il CTR e il costo per clic degli annunci su Gmail, dove di fatto si paga dal passaggio di status tra l’annuncio collapsed a quello expanded. In questo contesto, rischiamo di avere CTR plebiscitari, costi più alti, ma in termini di lead? Quali benefici?

Il costo per lead è quindi opportuno calcolarlo sul contatto effettivo. E’ qui che dovrete verificare l’effettivo funzionamento della campagna. Se vogliamo niente di diverso con quanto avviene nelle campagne “Solo Chiamata”.

Insomma… un ambiente tutto da esplorare, sul quale mi riprometto di tornare in futuro con dati più concreti. Nel frattempo, buon test e spero che vogliate condividere con me i vostri risultati!