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Come funziona il Remarketing Dinamico

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Il Rilancio del Turismo.
Articolo 4.

In un articolo a firma di Enrico Netti, apparso questa mattina su Il Sole 24 Ore, si racconta dei ferali numeri del turismo di incoming. Quasi 25 milioni di turisti in meno provenienti soprattutto dalle aree USA, Russia, penisola arabica ed estremo oriente.

Crollo che vede numeri terrificanti soprattutto nelle città d’arte, con numeri – nell’esempio che viene fatto per Firenze – da capogiro, per il numero di zero coinvolti.

A questa situazione si abbina anche la difficoltà del turismo di “lunga tratta” – riferendoci però al movimento aereo in Italia, quello che grazie alle compagnie low cost, aveva portato a viaggiare anche turisti low budget – con Ryanair in fase di riassetto e Alitalia che vive un momento difficile (anche se per il turismo italiano dovrebbe essere aiutata dal fatto che le lunghe tratte, stavolta con l’estero, sono in questo momento quasi congelate).

Unico elemento di entusiasmo, pare essere in questo momento l’apertura dell’aeroporto di Cuneo a nuove tratte grazie ad Air Dolomiti, che dovrebbe favorire il turismo nel basso Piemonte e gli scambi economici con alcune aree della Germania.

Situazione ideale per il Remarketing di Segmentazione

Questo tipo di situazione è in realtà il più fertile terreno per spiegare come funziona il remarketing. Negli articoli precedenti, abbiamo definito gli interessi – tra gli altri – come uno degli elementi cardine delle profilature su Google Ads. Elementi che concorrono alla generazione delle audience.

Semplifichiamo il tutto per fini accademici. Esistono due tipi di remarketing, uno positivo e l’altro negativo.

Partiamo dal secondo. Immaginiamo di sapere per certo che un tipo di audience non soggiornerà nella nostra struttura. Di questa audience abbiamo il traffico pregresso. Non ci resta altro che escluderla e fare in modo che non visualizzi i nostri annunci. Questo di fatto è un vantaggio enorme, perché ci consente di ottimizzare l’investimento.

Pensiamo adesso all’audience che dobbiamo sfruttare, perché potenzialmente può essere nostra cliente. Importando i dati pregressi e avendo fatto attività ex ante, possiamo non solo mostrare gli annunci a utenti che hanno già frequentato il nostro sito, ma anche generare degli elenchi “simili”, con pubblico idoneo alla visualizzazione degli annunci.

Il Remarketing Dinamico

Come racconta il video, che in un paio di minuti spiega il concetto, il Remarketing Dinamico è un altro tipo di remarketing. Perché non ci vogliamo far mancare niente e dopo aver fatto azioni su determinati utenti, dobbiamo provare a convincerli!

Siamo partiti da chi non volevamo. Abbiamo importato chi volevamo. Adesso vogliamo veramente convincere chi, dopo la nostra rassegna di annunci, è entrato nel nostro sito, ha visto le camere, magari ha iniziato il processo di prenotazione, ma poi non lo ha terminato!

Questo tipo di azione, consentirà alla nostra struttura di mostrare quella camera, esattamente quella vista dall’utente ed eventualmente alcune alternative, abbassando la pressione mano a mano che il tempo alla conversione aumenta. Vale a dire che calcolando un tempo medio di reazione, se un prospect non prenota entro un certo periodo, è inutile continuare a usarlo come potenziale! E’ pur sempre un costo.

Detta così sembra fantascienza. Magia? Non c’è niente di questo e soprattutto non c’è neanche cattivo marketing. C’è ottimizzazione della spesa e censimento di un pubblico che ci sta cercando. Un pubblico genuino che vuole andare in vacanza.

Sta a te non perderti d’animo e sapere che se hai bisogno di supporto, ci siamo anche noi di Blubit e Andrea Testa a darti una mano!

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Vuoi vedere tutti gli articoli? Scopri tutto su “Il Rilancio del Turismo“.
Nella stessa serie:
_ Come Usare Google Trends
_ Awareness nel Turismo
_ Come Sfruttare la Rete Display di Google
_ Come funziona il Remarketing Dinamico
_ Campagne Google Ads con Pagamento a Conversione
_ Ranking delle Parole Chiave su Google Ads
_ Incentivi e Contributi per il Turismo

Conversioni Cross Device in Epoca CoVid

2’15” Tempo di lettura

Io vi avevo messi in guardia qualche settimana fa… quando parlai di un funnel Digital (e non solo), fortemente viziato dalla straordinaria situazione nella quale ci troviamo. Nell’articolo 13 mesi di Digital Marketing, avevamo infatti affrontato il tema di come ciò che solitamente diamo per scientificamente scontato, stava subendo delle notevoli variazioni.

Avevo anticipato questo tema ponendo un interrogativo tattico. Meglio star fermi o presidiare i canali? Poi ne ha parlato anche il Global Head of Growth Lab di Google, Matthieu Pellerin sul Think With Google di aprile 2020.

La doverosa premesse introduttiva, è in realtà parte integrante dell’assunto di cui sotto. Non si tratta di una supposizione basata su credo o esperienze, ma di un fatto reale da ritenersi scientifico. Andando ad analizzare i dati, molti di voi avranno notato canali che producono maggiori conversioni o un numero di conversioni mobile, superiori al passato.

Più mobile nel funnel CoVid

La risposta che molti di voi si saranno dati e che – attenzione – non è scorretta, è che in questi giorni il numero di accessi da telefono è sinceramente superiore rispetto al passato.

In poche parole, un utente che si trovava a navigare da computer dell’ufficio e poi a proseguire con la navigazione – e il funnel – usando il telefono durante il viaggio lavoro-casa e poi il computer una volta arrivato a casa, oggi usa un unico device per compiere il suo percorso di acquisto.

Bambini inchiodati sulle console a consumare banda, PC usati per video lezioni e via dicendo, portano chiaramente a usare generalmente il proprio smartphone (magari col suo traffico dati), per consumare tutte le fasi del funnel.

Cross Device? No… mono Device!

Il risultato di questo – che poi è la sintesi del titolo dell’articolo – non è che i device mobili aumentano le conversioni e le campagne oggi hanno comportamenti anomali rispetto al passato (nei modelli di attribuzione in base alla posizione, vi sarete certamente accorti che campagne che prima producevano zero o poche conversioni, oggi invece fanno parte del funnel…).

In pratica perché questa rivoluzione? Semplicemente perché (uno tra tutti?) Google Analytics non presume più la conversione da device diversi, ma ce l’ha sotto il naso. Usando un solo device in tutte le fasi del funnel, tutte le campagne partecipano alla conversione e i dispositivi tendono ad avere tassi di conversione più alti!

A volte, quindi, la risposta è meno comportamentale di quanto si pensi… è “solo” meno tecnologica. Dove il sistema fatica a tracciare i balzi tra un device e l’altro, in una situazione anomala, con un device solo… tutto sembra improvvisamente più semplice.

Vedere l’Opportunità nelle Difficoltà

1’40” Tempo di lettura

Ultimamente sono cambiate molte cose, tra decreti e restrizioni, i ristoranti e tutte le tavole calde in generale, devono adattarsi alla circostanza e cambiare alcuni aspetti della propria attività.
Strutture chiuse e solo la possibilità della consegna a domicilio…

Ma la comunicazione il marketing non si fermano e la domanda che molti ristoratori si pongono è quindi “Come posso sfruttare in modo costruttivo i Social Media, per creare contenuti interessanti, nel pieno rispetto della situazione?”

Opportunità. Nella Difficoltà.

Con la consapevolezza che più contenuti regaliamo al nostro pubblico, più questo ne andrà ghiotto, vediamo insieme alcuni spunti su come realizzarli!
Siete un ristorante conosciuto per un particolare piatto? Bene!
Potreste “svelare” i vostri segreti culinari, chiedendo di provare a riprodurre il piatto, taggando il ristorante con le foto… o anche di inventarsi delle varianti che poi verranno condivise sulla pagina.

E perché no, un Social Contest?

Potete ottenere vantaggi anche dai contest, un modo “leggero” e interattivo per aumentare l’engagement e che consente all’utente di partecipare a un’esperienza condivisa, un modo divertente che lascerà al vostro pubblico il potere decisionale!

Social stories. Un efficace modello di comunicazione.

Utilizzare le storie per condividere foto e video dei “retroscena” del ristorante o della cucina (sia su Facebook che su Instagram), farà in modo che il vostro pubblico vi veda con più trasparenza e si sentirà coinvolto!

E magari… Tutti in diretta!
Non fate i timidoni! Utilizzate le dirette per fare 4 chiacchiere con il vostro pubblico, mettetevi a disposizione delle loro domande, delle loro curiosità e fate altrettanto. Vi garantirà di aumentare l’engagement e di conoscere meglio il vostro pubblico!

Sondaggi e ancora Video

Creativi e coinvolgenti! Sono molto divertenti, ma anche molto utili! Potreste scoprire quale dei vostri piatti riscuote più successo!
Ma anche Video Ricette! Video cioè su come realizzare ricette veloci e semplici, oppure ricette light per mantenere un fisico tonico e in forma!

Per finire… Creare una connessione con il vostro pubblico soprattutto in una situazione come questa, gli farà sentire la vostra presenza e solidarietà! E perché no, magari oltre che aumentare l’engagement e le visualizzazioni della pagina, riuscirete anche a spezzare la noia di questi giorni e regalare un sorriso.

Spero di avervi dato spunti interessanti, ricordatevi che mantenere la presenza sui Social è molto importante in questo periodo!

Il Marketing Funnel – Awareness

3’00” Tempo di lettura

Le basi di Google Ads per il nostro #GoogleAdsFridayTips passano necessariamente dalla conoscenza del Marketing Funnel. Un imbuto, nel quale nella fase alta – quella larga – si trovano tanti potenziali utenti, mentre nella fase bassa – stretta – troviamo un numero più ridotto di utenti ben profilati, che potrebbero diventare nostri clienti.

Awareness, non solo Google Ads

Ho più volte trattato l’argomento del funnel, anche dedicandogli ampio spazio nelle mie pubblicazioni. Il nuovo libro che sto scrivendo insieme a Carmelo Samperi, ne parla abbondantemente in un’ottica omnicanale, ma se volete una verticalità dedicata al suo uso in Google Ads, sappiate che nel mio libro Digital Marketing con AdWords, edito da Hoepli, il tema è chiaramente affrontato!

Digital Marketing con AdWords

Awareness, cioè Consapevolezza

La fase di Awareness è il momento della consapevolezza. Il momento nel quale l’utente non è ancora potenziale cliente (prospect) ed entra in contatto col nostro messaggio pubblicitario attraverso oculate azioni di marketing. È il momento nel quale, però, potrebbe anche compiere una ricerca e il nostro obiettivo diventa in questo caso quello di instradarlo per farlo entrare nel nostro percorso alla conversione.

Se l’utente sta cercando qualcosa e la sua ricerca è generica, dovremo provare a farlo entrare nella seconda fase del funnel, quella di interesse! Vogliamo essere una valida opzione parallelamente o esclusivamente alla sua ricerca.

Pere per Mele o Pere per Pere?

Evidentemente valgono entrambe le situazioni, perché il funnel come detto può essere parallelo o dedicato. In pratica se sto cercando “matrimonio“, il funnel dovrebbe suggerirmi la possibilità di acquistare un “abito da sposa“! Se inizio a mostrare interesse nei confronti del matrimonio, avrò sicuramente bisogno di un abito! In questo caso possiamo dire che l’azione di marketing è proattiva perché il prospect non sta ancora cercando un abito, ma è fortemente collegata al termine “matrimonio”.

Di contro, se in funzione della ricerca “matrimonio”, andrò a mostrare un annuncio che parla di “mutui per la casa“, il mio assist sarà deduttivo, ma parallelo. Ti devi sposare? Forse hai bisogno di una casa.

Se quindi nel primo caso seguiamo la logica di ricerca derivante dalla query usata dall’utente, nel secondo caso offriamo un assist su un argomento comparabile, ma non lineare!

Può essere utile in tal senso provare anche a profilare maggiormente la destinazione dei nostri annunci e in questo senso credo possa far comodo tornare sull’argomento audience demografica, anche analizzando le potenzialità di spesa, come descritte nell’articolo “Reddito del Nucleo Familiare su Google Ads“.

Non torneremo subito sul funnel, ma nel frattempo farcite la vostra mente di possibili azioni di marketing in questa fase alta. Le raffineremo mano a mano che andiamo avanti!