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Copia Incolla un Sitelink

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Ci sono modifiche occulte che si sviluppano giornalmente sulla piattaforma Google Ads. Talvolta ce ne accorgiamo perché “non sono più lì”, o semplicemente perché premendo su un pulsante, vediamo per la prima volta che le opzioni sono qualcuna in più, o semplicemente offrono un risultato differente.

E’ il caso specifico del Copia Incolla di un Sitelink. Procedura che solitamente era quella più disarmante per gli addetti alle modifiche sugli account. Una di quelle modifiche frustranti, che quando veniva richiesta, con un risolino, eravamo soliti accompagnarla da un “armatevi di pazienza”.

Seleziona il Sitelink e poi Aggiungi

Da qualche tempo questa procedura è veramente semplice. Basta accedere al menù delle estensioni, raggiungibile dalla colonna grigia a sinistra delle tabelle sinottiche.

Una volta richiamate le estensioni di sitelink, basta slezionare quella che vogliamo importare su altre campagne e non sarà neanche necessario copiarla. La voce di riferimento è infatti semplicemente “Aggiungi”.

Una volta declinata la tendina, sarà possibile scegliere tra Account, Campagna e Gruppo di annunci. Selezionando la voce (nel nostro caso ipotizziamo campagna), apparirà la maschera di selezione, sempre filtrabile attraverso un sintetico modulo di ricerca.

A questo punto sarà sufficiente flaggare le campagne nelle quali vogliamo importare il sitelink e confermare cliccando su fine. Semplici passaggi quindi, che risolvono una modifica che tempo fa avrebbe portato via un sacco di tempo.

Perché la presento oggi come una novità? Perché mai dare per scontato neanche l’ovvio. Soprattutto in momenti nei quali stress, sovraccarichi o altro, possono minare la stabilità lavorativa. Risolvere piccoli problemi con la tecnologia, è un vantaggio inestimabile.

Estensione di Modulo Lead

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Ultime nate, almeno nel momento in cui scriviamo, le estensioni di Modulo Lead sono arrivate in Italia dopo un lungo periodo di beta in altri paesi. Sono capitate un po’ per caso sul nostro palcoscenico, ma credo che questo – come ho già avuto modo di scrivere – rientri in un’ottica di avvicinamento a molte opzioni di Facebook che funzionano molto bene.

Uno degli esempi più eclatanti, sono stati a suo tempo gli annunci della Galleria su Google Ads, disponibili solo su ricerca da mobile.

L’analisi, verte però dal mio punto di vista sull’efficacia di alcuni elementi Facebook, rispetto a quelli Google. Questo in un momento nel quale Google sta rivoluzionando il suo stesso impatto nel Customer Journey, rendendosi conto che molte volte opera solo in fase alta.

L’utente quindi cerca, ma poi la sua convinzione e quindi l’approdo in fase bassa, lo abbiamo quando è il prodotto che lo insegue. Ambiente nel quale opera divinamente Facebook. Un modulo di contatto Facebook infatti interviene nel momento in cui la navigazione – se vogliamo – è “distratta”. Non volendo uscire dalla piattaforma, si predilige quindi compilare velocemente un modulo e aspettare che sia l’azienda a fare il passo successivo.

L’estensione di Modulo Lead invece, avviene dopo la ricerca dell’utente e ha due svantaggi dal mio punto di vista.
Il primo è nello – almeno per ora – scarso uso dell’estensione da parte dei publisher. Di fatto dopo una ricerca, si presuppone un atterraggio [su sito web]. Se tutti i publisher scelgono il modulo di lead, allora l’utente potrebbe essere invogliato a chiedere informazioni velocemente, risparmiando tempo. Ma cosa succede se gli annunci che hanno il modulo sono solo pochi?

E qui c’è il secondo svantaggio. Il costo per clic, si paga quando si apre il modulo, non quando questo viene compilato! Infatti la compilazione stessa diventa una conversione. Questo può voler dire un enorme aumento dei costi di campagna, contestualizzato alla semplice apertura della form, ma senza poi ricevere il lead.

Un po’ come accade quindi con il CTR e il costo per clic degli annunci su Gmail, dove di fatto si paga dal passaggio di status tra l’annuncio collapsed a quello expanded. In questo contesto, rischiamo di avere CTR plebiscitari, costi più alti, ma in termini di lead? Quali benefici?

Il costo per lead è quindi opportuno calcolarlo sul contatto effettivo. E’ qui che dovrete verificare l’effettivo funzionamento della campagna. Se vogliamo niente di diverso con quanto avviene nelle campagne “Solo Chiamata”.

Insomma… un ambiente tutto da esplorare, sul quale mi riprometto di tornare in futuro con dati più concreti. Nel frattempo, buon test e spero che vogliate condividere con me i vostri risultati!

Estensioni Callout Google Ads

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Mi trovo costretto a iniziare col solito “esistono molti tipi di estensioni su Google Ads“… ma questo rappresenta la realtà. Eh sì… è proprio così e non solo esistono tanti tipi di estensione, ma tra di loro, sono tendenzialmente anche molto diverse.

Una di quelle che spesso viene usata in modo sbagliato, è la callout, perché si tende a confondere un po’ con gli snippet e un po’ con i sitelink. In realtà le estensioni callout su Google Ads, stanno un po’ agli estremi rispetto ai sitelink.

Niente atterraggio, sono un’estensione callout!

Bingo! La chiave è proprio quella descritta sopra, diciamo che tutto ciò che non prevede un collegamento verso il sito web, deve essere inteso come callout. Quindi la cosa più sbagliata del mondo è per esempio usare i callout come se fossero una “chiara occasione da gol”!

Immaginiamo che il nostro annuncio si attivi con una chiave generica, come per esempio “acquisto scarpe eleganti“. L’annuncio rimanderà alla nostra pagina con l’anagrafica delle scarpe.
Il nostro callout non dovrà riportare i modelli e non dovrà quindi dire “Oxford“, “Derby“, “Mocassini” e via dicendo… perché sembrerebbe un filtro, cliccando sul quale si vedranno solo questi tipi di scarpa!

Questi sono quindi sitelink quando prevedono un atterraggio, o snippet se decliniamo tutti i modelli disponibili che si possono trovare all’interno della pagina!

Il callout è un plus…

Il callout è quindi comunicazione! Non azione! Questa è una caratteristica fondamentale di questo tipo di estensione, perché ne cambia le dinamiche d’uso. Ogni callout ha a disposizione 25 caratteri spazi inclusi e deve rappresentare una valorizzazione di quanto compare nell’annuncio.

Nell’esempio sopra quindi quali potrebbero essere i callout? Semplice! Per esempio “Massima comodità“, “Tanti colori disponibili“, “Reso gratuito” e via dicendo. Tutti plus di contorno all’annuncio, che non invitano a nessun’altra azione, se non quella di cliccare sull’annuncio stesso!

Insomma… spero che adesso sia quanto meno più chiaro di prima e se vuoi altre informazioni sugli annunci, perché non leggi anche il mio articolo su come migliorare il ranking degli annunci?