Come funziona l’algoritmo di LikedIn

Mag 15, 2020 Social Network
Come Funziona l'Algoritmo di LinkedIn

Come funziona l’algoritmo di LikedIn

3′ 30″ Tempo di lettura

Oggi vorrei approfondire con voi come funziona l’algoritmo di LinkedIn. Le domande che ci poniamo potrebbero essere:

  • Come funziona l’algoritmo?
  • Quali sono per lui i contenuti più interessanti?
  • Come faccio a creare contenuti interessanti?
  • Quando e a che ora devo pubblicare?

Incuriosita ho voluto partecipare al Webinar proposto da SemRush, con Gaetano Romeo e Maria Letizia Russo. Ed ecco quindi le risposte alle domande che mi sono posta e che probabilmente tutti ci poniamo!

Come funziona l’algoritmo

Il punto fondamentale da tenere a mente su questa piattaforma, è che non si basa su un concetto di “freshness”, ma su un algoritmo. Sia che il vostro profilo sia un Personal Brand o un’azienda, LinkedIn dà la priorità a contenuti con i quali è più “facile” interagire. Come sulle piattaforme Facebook e Instagram, vengono premiati contenuti interessanti e pertinenti.

Come vengono classificati i contenuti

  • La reputazione del tuo account e i contenuti che pubblichi.
  • Le interazioni che hanno avuto gli utenti con i contenuti pubblicati in precedenza.

E come si comporta quindi l’algoritmo?
Ogni volta che pubblichiamo un contenuto, l’algoritmo del feed di LinkedIn ne prende visione e determina se il contenuto risulta spam o di bassa qualità. Attenzione perché il sistema può anche rimuovere i contenuti dal feed!

Oltre al contenuto del post, guarderà voi e la vostra rete, sarà lui a scegliere in base alla vostra rete e al vostro pubblico, se il contenuto è di potenziale gradimento per gli utenti. Questo perché vuole evitare di premiare gli account spam o poco interessanti.

Infine, il contenuto verrà esaminato dagli editor, che valuteranno se continuare a mostrarlo, o inserirlo in un altro canale. Il loro obiettivo è sapere esattamente perché il vostro post sta andando così bene, lasciando girare il contenuto nella mischia; continuando il percorso nel feed, infatti, si possono trovare anche articoli già visti, magari della settimana precedente.
Insomma dovete guadagnarvi la stima dell’algoritmo, prendervi il vostro posto nella rete, e avere un livello alto di interazioni.

Ottimizzare i post

Le stesse tecniche che utilizziamo per gli altri social media vanno [teoricamente] bene. LinkedIn è però una piattaforma che richiede prettamente un tono professionale, senza però precludersi la libertà di dare personalità ai contenuti, attraverso emoji, battute e perché no… anche un po’ di sarcasmo!

La maggior parte degli utenti entra attraverso il proprio smartphone, quindi servono post con immagini interessanti e con una comunicazione accattivante. Utilizzare quindi hashtag ed emoji in modo professionale… e saggiamente!
Create contenuti che possano aiutare qualcuno, attraverso i vostri consigli, che siano interessanti e soddisfino la rete di connessioni.

Quando e a che ora?

Non esiste una regola o un giorno perfetto, anzi, l’algoritmo richiede irregolarità! Per esempio pubblicare di domenica – dove si pensa che nessuno sia connesso – “sorprenderà” l’algoritmo e gli offrirà un contenuto da mostrare in rete!

In conclusione, LinkedIn valuta la qualità, la pertinenza e la frequenza dei contenuti pubblicati attraverso la vostra pagina e tiene traccia di quanti “mi piace”, commenti e condivisioni ricevono i post, anche attraverso influencer e collaboratori.

LinkedIn premia le pagine che puntano su di lui. Invitare gli utenti – o i partner – a interagire con i vostri post, avrà un impatto positivo: vi farà guadagnare punti!
Consiglio sempre di analizzare i propri, grazie ai quali potremo capire su che tipo di contenuti puntare, e qual è la strategia da adottare per far lavorare l’algoritmo per noi.

Insomma… non serve essere un “guru” o parlare sempre di sé, per l’algoritmo risulterà poco interessante. Piuttosto create contenuti che possano aiutare, consigliare e soprattutto interagire con la rete.

Spero di avervi tolto qualche dubbio su come funziona l’algoritmo di LinkedIn… e grazie a SemRush!