vCPM le impression visibili

Apr 27, 2020 Google Ads
vCPM le impression visibili

vCPM le impression visibili

4′ 30″ Tempo di lettura

Ci tengo molto a scrivere due righe su questo tema. Andando a scartabellare sui vari articoli e consigli che ho scritto in passato, questo è sicuramente uno di quelli che torna di frequente.

Intanto, cosa si intende per “visibile” quando si parla di impression di un annuncio Display? L’Advertiser Council, sancisce che con visibile si intende un banner il cui 50% dei pixel sia rimasto nel display del device dell’utente, per almeno un secondo. Può sembrar poco, ma di fatto al netto dello scroll di pagina, è un tempo ritenuto sufficiente. Pensate che nei video, il tempo non si sposta di tanto e sale semplicemente a 2″.

vCPM vs CPM, le impression visibili

A questo tipo di asta sulla GDN, Google Ads assegna gran parte delle sue campagne. In buona sostanza con questa sigla, si indicano tutte quelle impression che hanno avuto una buona probabilità di essere viste dall’utente.

Secondo il modello d’asta tradizionale infatti – quello per esempio usato anche dal Programmatic Marketing – l’asta a costo per mille, non è vincolata alla visibilità del banner.

Questo significa che in un report base, che citi le impression, non si sta parlando né di utenti unici che hanno visto l’annuncio, né della probabilità che l’annuncio sia stato semplicemente sfiorato.

CPM, scroll e cookie

Immaginiamo un banner che si trova in fondo a una pagina. Un utente entra, non scrolla – quindi non vede il banner – clicca su una voce di menù in alto e cambia pagina.

In un sistema a vCPM, vedreste conteggiata una impression, ma zero impression visibili. Questo significa che nell’asta vCPM, questa impression non conterebbe e non verrebbe quindi addebitata; in un modello a CPM, questa impression non solo conta, ma verrebbe anche addebitata!

Altro aspetto importante, che deve essere concepito a margine e solo per spunti riflessivi, è quello poco fa citato dell’utente unico. Ricordate sempre di abbinare al report di impression quello dei cookie unici. Se infatti le impression indicano le volte che un annuncio si è palesato, il cookie unico, indica quanti utenti diversi lo hanno visto.
Facciamo quindi un esempio pratico:

  • 100 impression di un banner,
    _ (es.) 70 di queste sono compatibili con il 50% dei pixel e un secondo sul display.
  • 70 sono quindi le impression visibili,
    _ nel modello vCPM, verranno pagate solo queste.
  • Supponendo che i cookie unici siano 35, sappiamo che in media la frequenza sarà 2,
    _ vCPM/cookie
    _ la frequenza indica sempre un valore medio – un utente potrebbe aver visto il banner 3 volte e un altro una volta sola.

Detto questo, per quanto per molti ormai scolastica, la questione la sento particolarmente importante, perché è il modo migliore per fregare i clienti “spendaccioni”… quindi dopo questa tirata di orecchie, raccomando ai clienti di avere sempre il quadro “pulito” delle metriche che leggono e ai vari consulenti, di parlare un po’ più italiano, o almeno di raccontare bene tutte le “parolacce” che vengono dette…

Per finire, se siete in cerca di altri articoli “illuminanti”, consiglio vivamente di dare una lettura a “Conversioni Qualitative e Quantitative“.