Una Buona Strategia per Google Ads

Nov 14, 2019 Google Ads
Una Buona Strategia per Google Ads

Una Buona Strategia per Google Ads

2’30” Tempo di lettura

Tempo fa avevo scritto di come esistessero – sempre più pronunciati – dei forti dubbi sul moderno funzionamento di Google Ads.

Poi siamo balzati a parlare in modo quasi maniacale, di quanto siano importanti le campagne locali, lanciando il nostro hashtag #GlocalAds… ma Google attualmente offre davvero poche opportunità dirette per il negozio. Basti pensare che le campagne locali su Google Ads, vogliono ancora oggi almeno 10 punti vendita sui quali poter “ragionare”.

Allora evitiamoci, almeno per il momento, discussioni sui “drive to store” e concentriamoci su quanto la piattaforma mette a disposizione.

Sono una PMI, quale strategia per Google Ads?

L’ideale come spesso [e ultimamente] mi capita di affermare, è partire dalle particelle elementari di Google Ads, per prendere dimestichezza con la piattaforma e poi aspettare che si evolva naturalmente. In tale contesto è come fare un passo indietro… tornando ai magnifici anni pionieristici dell’allora Google AdWords.

Corrispondenza Generica e CPC manuale

Si parte quindi con una campagna elementare, con all’interno una serie – limitata meglio se a 3/5 termini – di parole chiave a corrispondenza generica, che andremo a pulire, inserendo chiavi a corrispondenza inversa, ogni uno, due giorni al massimo. La strategia da usare in questo momento è quella in CPC manuale, garantendo, grazie alla scrematura dei termini di ricerca, di iniziare a ottenere conversioni.

Guardate pure al CPC medio in questa fase, ma senza preoccuparsi troppo. Concentratevi piuttosto sulla quantità di conversioni e sul loro costo, giusto per apprezzare quello che avverrà con gli step successivi.

Massimizza conversioni

Ottenute le prime conversioni, il sistema sarà pronto per evolversi al primo stadio. Abbandonate quindi il modello di strategia a CPC manuale e passate in ottimizzazione di conversioni.

In questo modo la piattaforma farà lavorare le chiavi per portare conversioni. Non importa qui il valore reale del CPA, quello che conta è che la campagna inizierà ad aumentare il raggiungimento degli obiettivi.

CPA target, step finale

Quando la strategia a massimizza conversioni – proseguendo nella pulizia delle query – avrà raggiunto un valore di CPA ottimale, potrete passare dunque al cambio definitivo: CPA target.

Questo tipo di strategia è davvero elementare, ma il dato sorprendente è che il risultato è palpabile a medio termine e già dall’inizio, pur lavorando in CPC manuale e quindi apparentemente senza automazione, l’intelligenza di Google Ads, sarà sensibile alle chiavi che producono conversioni.

Tutto questo è reso possibile dalla più semplice particella della piattaforma: la corrispondenza generica!