tCPA vs CPC Manuale

Ago 20, 2019 Google Ads
tCPA vs CPC Manuale

tCPA vs CPC Manuale

Giorni fa approfittando della verve creativa e della rapidità dei miei grafici, ci siamo divertiti a tradurre in grafici la pletora di numeri che ci si presenta ogni giorno davanti agli occhi.

Abbiamo combattuto per anni – lo dico in modo affettuoso e con grande rispetto – con Jon Diorio (Product Manager di Google Ads) per far sì che nelle nuove interfacce della piattaforma apparissero dei colori.

Insomma, entri in ufficio, ti bevi il primo caffè, apri Google Ads e davvero la cosa più lontana che puoi comprendere è la immane quantità di numeri nascosti nelle tabelle come impenitenti sudoku. Ecco, quello che chiedevamo – e che poi grazie al cielo è stato introdotto – era la possibilità di vedere attraverso i colori cosa fosse “meglio” e cosa invece avremmo dovuto migliorare.

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Non di soli numeri…

La neonata interfaccia cromatica ha solo il compito di puntare il dito su qualcosa. Traduce quindi visivamente il dato numerico, la metrica, in un concetto tangibile. Se è blu funziona, se è azzurro, può migliorare.

Da grande fan dello script Account Summary Report, ho sempre cercato di valutare il funzionamento di Google Ads in un circuito di dati almeno a 7 giorni (NB – per capire se una modifica funzioni o meno, dovrebbero passare almeno tre cicli di conversioni).

Account Summary Report

Dall’analisi pre-caffè di questi numeri, l’occhio esperto – ma non solo quello – a un certo punto viene stimolato. I dati raccontano sempre che esiste una straordinaria ciclicità con la quale accadono le cose su un sito web e che – per quanto possibile – gli eventi anomali non disturbano troppo l’avvicendarsi dei risultati.

Questo tipo di “anomalia” è per esempio visibile nello schema in alto guardando al giorno 4. Dove si vede chiaramente che il CPA della strategia a CPC Manuale, probabilmente a causa di un’anomalia comportamentale, batte solo per quel giorno il CPA della strategia a tCPA.

tCPA vs CPC Manuale

Furono quindi i colori a insistere affinché la vecchia scuola di Google Ads iniziasse a pensare di poter cedere il passo al Machine Learning. Attenzione, questo non significa che non stavamo testando strategie “Smart”. Voglio solo dire che spesso, l’abitudine alla dolce routine del “tanto funziona”, ci abitua a non provare a cambiare. Se però il tuo schema numerico, tradotto in colori, diventa un film muto dei primi del ‘900… allora è probabile che qualcosa non quadri.

Proprio con questa idea abbiamo iniziato a fare test su test, paragonando sempre i dati della fidatissima strategia a CPC Manuale, con quelli pilotati dall’intelligenza artificiale. tCPA, ROAS, massimizza e via dicendo. Sempre raccogliendo sconfitte sui primi giorni di analisi, ma con la dovuta pazienza, un medio termine decisamente più stabile.

Ecco la stabilità è una cosa che ancora oggi mi preoccupa. Quando un cliente arriva, spesso si sente stremato e disilluso. Aspettare 3 o 4 settimane a volte non è possibile, motivo per il quale suggerisco sempre di far girare le campagne in versione “legacy” (cioè ereditando quanto ci arriva in dote) e in versione aggiornata.

In questi casi il sistema si sforzerà di trovare un vincitore. Non temete se nei primi giorni vincerà il CPC Manuale. Alla fine nella lotta tCPA vs CPC Manuale, la strategia Smart, capendo dove sta sbagliando, inizierà dopo alcuni cicli a produrre dati sicuramente migliori.