10 Regole Auree per Google Ads

Set 7, 2020 Google Ads
10 Regole Auree per Google Ads

10 Regole Auree per Google Ads

Abitudine ciclica, soprattutto grazie alle imbeccate che sapientemente la Community degli Inserzionisti Google Ads – della quale sono Esperto di Prodotto Platino – ci allieta, è sparare un decalogo (o simile) su quelli che sono consigli di base per una campagna Google Ads che si rispetti.

Attenzione, detto, scritto e letto come sopra, può sembrare un “tanto lo devo fare, perché tanto c’è chi lo legge“, ma in realtà sappiate che è uno degli articoli che più sovente leggo volentieri (quando fatti da altri), perché è uno dei metodi di confronto più sintetici, ma suggestivi, che la rete possa offrire.

Nel twittabile concetto di “bullet point”, si nasconde una pletora di informazioni golose, che in questo tardo Q3 del 2020, che si appresta a essere di generale Rilancio (leggere tutti gli articoli su Il Rilancio del Turismo, non farebbe male…), può essere davvero utile.

Rilancio portato speriamo da azioni di marketing sapienti, ma anche dalla consapevolezza che nel 2021 non si può più scherzare, bisogna mettere da parte i millantatori e i ciarlatani, perché ci stiamo avvicinando al marketing dei cookie morti… quindi addio profilature, addio segmenti, addio marketing moderno, perché torneremo a un periodo di oscurantismo da Repubblica dei Sith, che… parliamoci chiaro. Se le cose si faranno per bene, cambierà “poco”… ma ove si vorrà millantare, ci saranno catastrofi.

Diffidate. E’ la parola d’ordine numero 1.

10 Regole Auree per Google Ads, nel 2021

  1. Esponiti con le corrispondenze generiche

Dimenticate il controllo totale sugli annunci. Le aste non si vincono con la maniacale selezione delle corrispondenze. Aprite ogni fianco possibile alle opportunità, lasciando libero sfogo al Machine Learning.
Poche chiavi generiche, e via libera alle esclusioni da menu termini di ricerca.

2. 2 Annunci di testo + 1 adattabile

Trovate il tempo di creare sempre lo schema 2+1 per gli annunci. 2 annunci di testo e uno adattabile. Soprattutto l’adattabile, che vi dà la possibilità di essere immediatamente valutato dal sistema, tenetelo almeno a livello “buono”.

3. Si parte a CPC manuale

Nessuna vergogna qui. Soprattutto negli atteggiamenti prudenziali, cercate di prendere sempre dimestichezza con le prime scosse in campagna. Partite in CPC manuale e tenete la campagna al guinzaglio per qualche giorno. Idealmente in 3/4 giorni, massimo una settimana, avrete dati sufficienti per passare a una strategia Smart.

4. Impostare sempre le conversioni

Se non avete conversioni, inutile far partire la campagna. Questo deve essere chiaro. Sono campagne destinate a morire, a spendere e soprattutto a farvi venire mal di fegato. Quindi sempre [almeno] una conversione. Quando non ne avete una “forte”, va bene qualsiasi cosa… anche il numero di pagine viste è una conversione accettabile per iniziare a educare il sistema.

5. Conversioni e KPI

Non confondete un’aggiunta al carrello con un acquisto. Lavorate cercando di selezionare la giusta conversione per specifica campagna (sì, da qualche tempo di può fare) e soprattutto, se la conversione è veramente superflua, semplicemente analizzatela, ma senza inserirla in colonne. In questo modo le campagne non cercheranno di portare risultati su questa azione.

6. Usate tutte le estensioni utili

Aumentano spazio, convincono l’utente, aumentano il ranking e non costano. Usatele tutte e non esiste che non otteniate benefici. Quando queste non vi servono (può succedere per esempio che non vi sia compatibilità con quelle di prezzo, per dirne una), andate in scheda consigli e spiegate al sistema che non potete usare l’estensione. Questo vi farà aumentare di punteggio.

7. Rete Display, sì grazie

Senza non si copre [quasi] mai la fase alta del funnel. Oltretutto trasforma il vostro marketing monotematico, in un marketing multi-canale… che non fa mai male. Usate soprattutto i formati adattabili e cercate di provare diversi tipi di profilature, argomenti, parola chiave, ma anche la semplice profilatura per fascia demografica.

8. Ecommerce = ROAS

Fermo restando che dovete provare tutte le tipologie di campagna ecommerce, sfruttando anche le Discovery, le True View for Action su YouTube e le Smart, cercate di imporre alla piattaforma di leggere il valore della conversione. Avere campagne Shopping senza che lavorino a ROAS è un suicidio tattico imperdonabile.

9. YouTube!

Passate il vostro tempo a fare video e foto col vostro smartphone e non avete il tempo di fare qualcosa di promovibile? Per favore… mano al telefono e via con un video spendibile su YouTube. Sbirciate i competitor e chiaramente, se avete budget investite qualcosa anche sul professionale… ci mancherebbe! Ma aspettare alla finestra oggi sul tema video, è inaccettabile. Più che mai, chi si ferma è perduto.

10. Report e Data Studio

Manuali, automatizzati, con Google Data Studio o di piattaforma. Scegliete un po’ quello che volete. Ci sono anche tanti tutorial di script in rete. Qualcuno lo trovate anche sul mio Blog, come l’Account Summary Report. Tutto questo perché dovete abituarvi a tenere sotto controllo l’account. Attenzione… non ho detto a fare modifiche tutti i giorni. Ma ad abituarvi a capire come cambiano i dati giorno su giorno e a sapere dove mettere le mani, perché è vero che le vostre campagne gireranno in Machine Learning… ma è altrettanto vero, che la manina ce la dovete mettere anche voi… Differenza tra massa e individuo. No?