Categoria: Google Ads

Trucchi, Strategie e Consigli per ottimizzare le tue campagne su Google Ads

Informazioni Aste di Google Ads

Ago 22, 2019 the_title_attributes di Testa

L’ex rapporto informativo sulle aste, oggi chiamato “Informazioni Aste di Google Ads” è un report tattico molto importante. Non è solo un’analisi di posizionamento, ma un ottimo termometro di copertura della concorrenza, soprattutto nei casi in cui le nostre campagne girino con strategie di Smart Bidding.

La quota impressioni nelle strategie di Smart Bidding, se infatti non viene segnalata una limitazione di budget, indica che è soddisfacente per il raggiungimento degli obiettivi. Spendere di più vorrebbe dire non raggiungere utenti in target.

Come leggere il rapporto Informazioni Aste

Il rapporto è raggiungibile dal menù campagne. La quota impressioni rappresenta quante volte un dominio è apparso in una ricerca, rispetto al valore 100% rappresentato dal numero totale di query per le quali avremmo potuto partecipare all’asta.

Rapporto Informativo sulle Aste

Per fare un esempio: lavorando a corrispondenza esatta con la query [rapporto aste], se ci fossero state 100 ricerche e fossimo comparsi 50 volte, la colonna riporterebbe 50%.

Noi e i domini concorrenti

Il valore “Tu” riporta la nostra posizione, messa a confronto con le altre aziende in termini di quota impressioni. Attenzione qui, posizione media è un parametro che a fine settembre verrà sostituito dalle voci: posizionamento superiore e parte superiore della pagina.

Percentuale di sovrapposizione è la quantità di volte che siamo apparsi insieme al dominio concorrente. Nella tabella sopra, prendendo la seconda riga, risulta 28,48%. Questo significa che su 100 volte che siamo comparsi, 28,48 volte era presente anche il dominio competitor.

Tasso di posizionamento superiore indica quante volte il dominio competitor è comparso contemporaneamente al nostro annuncio, ma in una posizione migliore.
Attenzione! Se la sovrapposizione degli annunci è come da nostra tabella il 28,48%, il valore 26,87% di posizionamento superiore, deve essere calcolato sul 28,48%! Questo vale per tutte le altre colonne di paragone.

Facciamo un esempio per rimuovere qualsiasi dubbio. Il nostro annuncio compare 100 volte. La percentuale di sovrapposizione è del 25%. Quindi compariamo insieme 25 volte. Il tasso di posizionamento superiore è 50%. Questo significa che il concorrente era meglio posizionato in 12,5 ricerche.

Tasso parte superiore della pagina, indica invece quante volte l’annuncio è apparso sopra ai risultati organici. E Tasso assoluto parte superiore della pagina, indica quante volte l’annuncio è apparso come primo dei risultati sopra a quelli organici!

Serve una precisazione qui. Se sommiamo (sempre tabella sopra) il tasso superiore (69,93%), col tasso assoluto (30,22%), il risultato potrebbe essere superiore al 100%. Questo perché nel tasso superiore è incluso anche il tasso assoluto!

Quota superamento target indica invece la percentuale di volte che un annuncio ha ottenuto un ranking migliore rispetto al concorrente. Il miglior ranking include chiaramente anche le volte nelle quali l’altro inserzionista non è proprio apparso nei risultati!

Per finire ricordiamo sempre che le impostazioni delle aziende concorrenti, potrebbero essere diverse dalle nostre e quindi non è detto che abbiano gli stessi obiettivi. All’inizio dell’articolo ho parlato di Smart Bidding, ti consiglio quindi di leggere il mio articolo sulle differenze di prestazioni tra una campagna con strategia tCPA, rispetto a una a CPC Manuale.

Codice Sconto Google Ads

Ottenere un codice di sconto Google Ads è semplicissimo. Ti dico subito che se devi ancora attivare un account e vuoi fare la prima registrazione usufruendo del codice, basta che tu segua la procedura ufficiale di Google, accedendo al link di prima configurazione!

Coupon Google Ads

Come puoi vedere dall’immagine qua sopra, la pagina è proprio di Google e lo puoi anche appurare dall’URL ads.google.com. Quindi non c’è niente da temere. Stiamo parlando di un codice di sconto Google Ads, direttamente offerto da Google stesso.

Google Partner e i suoi coupon di Sconto

Un altro modo per avere coupon di sconto, ma sostanzialmente collegato alle attività di agenzia, è quello che si ottiene dalla registrazione a Google Partner. Il programma di affiliazione per agenzie, del quale la mia agenzia fa parte in qualità di Agenzia Premier Partner.

Blubit

Come funziona il Coupon di Sconto

Per usufruire del coupon di sconto ci sono piccoli requisiti da seguire. Ricorda che la mia agenzia può anche farti da consulente esperto Google Ads, ma non è indispensabile. Il nostro consiglio è di provare a usare Google Ads in autonomia e rivolgersi poi a dei professionisti, solo in caso di necessità, o per migliorare le performance del tuo account.

Se posso permettermi di darti un consiglio, non iniziare con campagne “Smart”, sembrano semplici da configurare, ma in realtà sono molto poco configurabili in caso di assenza o carenza di risultati.

Come detto ci sono alcuni parametri da seguire per usare un coupon. Prima di tutto un codice di sconto Google Ads ha solitamente una data di scadenza. Ci sono continue promozioni. Quindi quando lo attivi, usalo seguendo i termini di scadenza.

Seconda cosa da sapere è che devi comunque attivare un account di fatturazione in Italia e devi configurare un sistema di pagamento. Leggi sulla pagina ufficiale ulteriori informazioni sui codici promozionali.

Ultima cosa che devi sapere è che per avere l’accredito del buono – che cambia a seconda del codice di sconto Google Ads – devi comunque sostenere una spesa. Raggiunta questa spesa, ti verrà immediatamente accreditato l’importo, ma la spesa sostenuta, non verrà rimborsata. Semplicemente otterrai traffico gratuito!

tCPA vs CPC Manuale

Giorni fa approfittando della verve creativa e della rapidità dei miei grafici, ci siamo divertiti a tradurre in grafici la pletora di numeri che ci si presenta ogni giorno davanti agli occhi.

Abbiamo combattuto per anni – lo dico in modo affettuoso e con grande rispetto – con Jon Diorio (Product Manager di Google Ads) per far sì che nelle nuove interfacce della piattaforma apparissero dei colori.

Insomma, entri in ufficio, ti bevi il primo caffè, apri Google Ads e davvero la cosa più lontana che puoi comprendere è la immane quantità di numeri nascosti nelle tabelle come impenitenti sudoku. Ecco, quello che chiedevamo – e che poi grazie al cielo è stato introdotto – era la possibilità di vedere attraverso i colori cosa fosse “meglio” e cosa invece avremmo dovuto migliorare.

Performance Annunci Google Ads

Non di soli numeri…

La neonata interfaccia cromatica ha solo il compito di puntare il dito su qualcosa. Traduce quindi visivamente il dato numerico, la metrica, in un concetto tangibile. Se è blu funziona, se è azzurro, può migliorare.

Da grande fan dello script Account Summary Report, ho sempre cercato di valutare il funzionamento di Google Ads in un circuito di dati almeno a 7 giorni (NB – per capire se una modifica funzioni o meno, dovrebbero passare almeno tre cicli di conversioni).

Account Summary Report

Dall’analisi pre-caffè di questi numeri, l’occhio esperto – ma non solo quello – a un certo punto viene stimolato. I dati raccontano sempre che esiste una straordinaria ciclicità con la quale accadono le cose su un sito web e che – per quanto possibile – gli eventi anomali non disturbano troppo l’avvicendarsi dei risultati.

Questo tipo di “anomalia” è per esempio visibile nello schema in alto guardando al giorno 4. Dove si vede chiaramente che il CPA della strategia a CPC Manuale, probabilmente a causa di un’anomalia comportamentale, batte solo per quel giorno il CPA della strategia a tCPA.

tCPA vs CPC Manuale

Furono quindi i colori a insistere affinché la vecchia scuola di Google Ads iniziasse a pensare di poter cedere il passo al Machine Learning. Attenzione, questo non significa che non stavamo testando strategie “Smart”. Voglio solo dire che spesso, l’abitudine alla dolce routine del “tanto funziona”, ci abitua a non provare a cambiare. Se però il tuo schema numerico, tradotto in colori, diventa un film muto dei primi del ‘900… allora è probabile che qualcosa non quadri.

Proprio con questa idea abbiamo iniziato a fare test su test, paragonando sempre i dati della fidatissima strategia a CPC Manuale, con quelli pilotati dall’intelligenza artificiale. tCPA, ROAS, massimizza e via dicendo. Sempre raccogliendo sconfitte sui primi giorni di analisi, ma con la dovuta pazienza, un medio termine decisamente più stabile.

Ecco la stabilità è una cosa che ancora oggi mi preoccupa. Quando un cliente arriva, spesso si sente stremato e disilluso. Aspettare 3 o 4 settimane a volte non è possibile, motivo per il quale suggerisco sempre di far girare le campagne in versione “legacy” (cioè ereditando quanto ci arriva in dote) e in versione aggiornata.

In questi casi il sistema si sforzerà di trovare un vincitore. Non temete se nei primi giorni vincerà il CPC Manuale. Alla fine nella lotta tCPA vs CPC Manuale, la strategia Smart, capendo dove sta sbagliando, inizierà dopo alcuni cicli a produrre dati sicuramente migliori.

Annunci della Galleria Google Ads

Disponibili solo sui dispositivi smartphone, gli Annunci della Galleria Google Ads, nascono con l’intento di garantire al publisher un miglior tasso di clic (CTR) rispetto agli annunci dei competitor e migliorare quindi l’esperienza utente, già dall’annuncio. Non a caso, sembrano nascere come derivazione dei già veterani annunci “Carosello” di Facebook, che in molti casi offrono delle suggestioni davvero formidabili sia in termini di clic, che di atterraggio dell’utente.

Niente URL per gli Annunci della Galleria

Quello che ancora oggi però sembra una lacuna di questi annunci, è che non è possibile impostare un URL di atterraggio univoco per ognuna delle immagini. Nelle immagini, è infatti possibile inserire una descrizione e un disclaimer, ma non uno specifico URL.

3 Pratici Consigli per gli Annunci della Galleria

Immagini Originali
Un po’ come sempre succede quando viene lanciata una nuova funzione, siamo portati a usarla, ma senza la dovuta attenzione del caso. Una delle prime cose alle quali dobbiamo quindi fare attenzione per gli annunci della galleria – come avviene per gli slideshow di un sito web – è che il superfluo è inutile. Questo significa che non dobbiamo farcire la galleria di foto “a caso”, ma è assolutamente necessario usare immagini uniche, univoche e altamente collegate al contenuto della landing page e al titolo dell’annuncio.
Se infatti (per fare un esempio) voglio promuovere dei tour, devo preoccuparmi di mettere foto reali, proprietarie e collegate direttamente al contenuto della pagina di atterraggio.

Usare immagini viste migliaia di volte, prive di spina dorsale e completamente innocue da un punto di vista di penetrazione, non serve a niente. Solo a non farsi cliccare per mancanza di originalità.
Mi sento di raccomandare a tale proposito il link con le linee guida sull’uso della immagini degli annunci della galleria, presente nella guida ufficiale di Google Ads.

Attenti all’ordine
L’ordine di visualizzazione delle immagini è molto importante. Non per niente è disponibile la funzione per modificarlo, nel caso in cui commettiate errori di inserimento, o vi accorgiate che il tasso di clic non è soddisfacente. Ricordate sempre che le immagini raccontano una storia ed è quindi molto importante che questa venga raccontata con un idoneo percorso visivo.

Attenti dunque alla narrazione negli annunci della Galleria

Le descrizioni non sono didascalie
Occhio attento qui! Avete a disposizione ben 70 caratteri per scrivere una descrizione dell’immagine inserita. Poco meno dei 90 caratteri assegnati a una descrizione di un annuncio solo testo.
Cercate di usarli tutti e di non mettere semplici didascalie. Come dicevamo sopra, dovete fare una narrazione. Quindi dopo aver analizzato il percorso delle foto, assegnate a ognuna anche la giusta descrizione.

La regola deve essere sempre la mancanza di eccessi e/o di costrizioni. Non fare la galleria per forza, ma studiare i contenuti. Non usare descrizioni lunghe, se avete poco da dire. Questo vale sempre e comunque!

Spero dunque che questo breve prontuario vi abbia dato spunti per iniziare la vostra prima campagna con Annunci della Galleria Google Ads. Non so se siete utenti esperti o meno, ma se avete bisogno di ulteriori consigli su Google Ads, vi consiglio di leggere anche il mio articolo “Google Ads Come Funziona“. Buona lettura!

Google Ads Fatture

Ago 8, 2019 the_title_attributes di Testa

Bando alle ciance! Hai fretta, il commercialista te le ha chieste e hai già visto gli addebiti su conto o carta di credito!
Adesso stai impazzendo perché non trovi le fatture? Eccomi in tuo soccorso, segui le istruzioni sotto e troverai la risposta alla domanda: Google Ads Fatture?

Sempre un occhio alle Opzioni in alto

Prima di tutto ricorda che quando non trovi qualcosa, è sempre bene dare una sbirciata alle opzioni in alto a destra, nella banda grigio scura (o nera a seconda della luminosità del tuo monitor).
Non a caso andando su Strumenti > Impostazione > Fatturazione e pagamenti, troverai la voce di accesso che ti serve.

Ma non ci sono ancora le fatture…

Il motivo è semplice. Questo è un menù di accesso a tutta la parte amministrativa. Clicca quindi in Transazioni, nel menù a sinistra e troverai l’elenco dettagliato delle transazioni.

A questo punto avrai di fronte tutto l’elenco delle attività fatte su Google Ads attraverso un semplice menù di visualizzazione su singola colonna. Da qui puoi subito vedere il dettaglio delle transazioni o il semplice riepilogo. Importante in questo menù è non confondere l’uso delle icone posizionate in alto a destra nelle tabelle. L’icona con la freccia e la stampante, servono infatti per scaricare e/o visualizzare l’attività dell’account.

Per scaricare la fattura, sarà invece sufficiente cliccare sulla voce “Fattura IVA (UE)“, che darà il via al download del PDF. La fattura sarà divisa in varie pagine. Oltre al documento fiscale, Google Ads includerà anche il documento riassuntivo di tutti i pagamenti inviati, con importo e data.

Ho risposto al tuo quesito su dove trovare le Fatture di Google Ads?

Se vuoi approfondimenti sul sistema di fatturazione, puoi visitare la pagina Fatturazione e Pagamenti della Guida di Google Ads. Se invece stai cercando un consulente Esperto per le Tue Campagne Google Ads, forse posso esserti di aiuto!

Google AdWords Costi

Ago 7, 2019 the_title_attributes di Testa

Su Google Ads esistono attualmente almeno 5 modi per pagare la pubblicità, quindi la risposta a Google AdWords Costi varia, ma si basa sempre su azioni che vengono compiute sugli annunci, di qualsiasi natura essi siano. Il motivo per il quale ho scelto di mettere una corsa a ostacoli come immagine di riferimento, dipende invece dai fattori che determinano il ranking degli annunci, vale a dire quanto effettivamente paghiamo quando si viene a creare un’asta per una stessa azione.

La Formula Magica di Google Ads

La formula presumibilmente immortale di Google Ads è da sempre:
P1 = (Q2 x B2) / Q1
Vale a dire che la posizione (e la spesa) dell’inserzionista 1 (P1) è determinata dalla qualità dell’inserzionista 2 (Q2), moltiplicata la sua promessa di spesa per l’azione (B2), fratto la qualità dell’inserzionista 1 (Q1). Magari affronteremo in un’altra sede il dettaglio di questa spiegazione, che però è ben declinata da un vecchio video di Hal Varian (Google), che ormai ha qualche anno.

Le Azioni determinano i Costi di Google Ads

Come detto all’inizio dell’articolo, si paga Google in base a un’azione. Vediamo quindi sinteticamente quali sono queste azioni e come si chiamano i modelli di pagamento.

Clic sull’Annuncio
In questo caso il parametro di riferimento è il CPC, vale a dire il Costo Per Clic. In questo caso ogni volta che un utente fa clic su un nostro annuncio, noi paghiamo entro il massimo della quota che abbiamo stabilito.
Per fare un esempio, se decidiamo di pagare al massimo 0,20€ a clic (CPC Max), pagheremo al massimo questa cifra (il pagare di meno si basa sul ranking accennato sopra con la formula di Hal Varian).

Costo per Mille Impression
Non compatibile con la Ricerca, ma con altri tipi di campagna (per esempio le campagne Display), in questo caso dobbiamo definire un CPM, vale a dire un Costo Per Mille [impression]. Ciò significa che pagheremo (sempre in funzione del ranking) una cifra massima stabilita, ogni 1.000 volte che il nostro annuncio compare.

Costo per Interazione
Questo tipo di asta si basa su azioni di interazione (engagement, da qui il nome CPE, Costo per Engagement) che vengono compiute su determinati tipi di annunci. Per esempio i Lightbox, degli annunci nei quali sono presenti varie immagini o video. L’azione si determina quando appunto si interagisce con l’annuncio stesso, per esempio sfogliando le immagini.

Costo per Visualizzazione
Attribuibile alle campagne Video, prende il nome di CPV. Attraverso questo modello d’asta è possibile chiedere a Google di pagare solo quando il nostro video (caricato su YouTube) viene guardato per almeno 30 secondi (o si interagisce con esso).

Verso l’infinito e oltre…

Costo per Azione
L’ultimo nato tra i modelli d’asta, prende il nome di CPA. Il pagamento avviene solo se il clic produce il raggiungimento della conversione (obiettivo) stabilita. Per esempio, si paga solo se viene effettuato un acquisto sul nostro ecommerce, oppure se un utente compila il nostro modulo di contatto.

E questo, almeno per ora, dovrebbe essere tutto e credo di aver risposto alla tua domanda “Google AdWords Costi”. Se hai anche bisogno di sapere come funziona Google Ads, puoi leggere il mio articolo: “Google Ads Come Funziona“. A presto!

Google Ads Come Funziona

Come ho promesso dal titolo e dalla descrizione di questa pagina – che avrai visto se sei passato da un motore di ricerca – spiegare cosa sia Google Ads non è proprio semplice.
Forse io posso comunque esserti di aiuto. Mi presento, sono Andrea Testa e ho qualche qualifica che mi rende adatto a rispondere alla domanda “Google Ads Come Funziona“.

Google Ads dal 2004

Lavoro con Google Ads dal 2004, sono Academy di Google, Product Expert Google Ads dal 2010, docente di Search Engine Advertising all’Università IULM di Milano, ho scritto 3 libri sull’argomento e tante altre cose…
Se quanto scrivo sotto non sarà sufficiente a placare la tua sete di informazioni, potrai comunque:
a) Accedere alla Community Ufficiale di Google Ads
(dove sono Product Expert dal 2010)
b) Contattarmi – se hai bisogno di una consulenza dedicata

Allora… iniziamo con i 3 punti che spiegano come funziona Google Ads.

1. I tipi di Campagna su Google Ads

Per rispondere correttamente alla domanda “Google Ads Come Funziona”, è necessario sapere che la piattaforma ha da poco cambiato nome. Prima si chiamava Google AdWords e come suggerisce il nome, si occupava principalmente di “words”, vale a dire che al centro della piattaforma c’era la possibilità di “comprare” delle parole chiave sul motore di ricerca Google.
Oggi Google Ads ha diversi tipi di campagna che si integrano perfettamente nella strategia marketing di un’azienda. Resta ancora la possibilità di fare campagne Ricerca (Search), con dei criteri che vedremo nei punti successivi.

Esempio di Annuncio Google Ads su ricerca Google

Oltre a questa si possono fare campagne Display (GDN), vale a dire mostrare dei banner durante la navigazione dell’utente.

I banner Display possono avere formati diversi

Campagne Shopping, che mostrano il prodotto cercato, accompagnato da una foto e dal prezzo di vendita.

La scheda Shopping può anche essere verticale

Campagne YouTube, di varia tipologia, tra le quali le più conosciute sono quelle con la preview skippabile, della durata di 5 secondi, che si trovano prima di un video su YouTube.

Oltre a queste 4 tipologie di campagne, ne esistono comunque altre, che per semplicità [almeno per oggi] val la pena tralasciare.

2. A cosa serve Google Ads?

Questa è probabilmente la parte della spiegazione che ti piacerà di più. Google Ads infatti è uno strumento che – ottimizzandone le funzioni – ti consente di trovare utenti che navigano in internet (o usano app) che hanno alta probabilità di farti raggiungere un obiettivo aziendale che vuoi conseguire. Di fatto, se hai necessità di vendere prodotti, troverà per te potenziali clienti. Se hai bisogno di ottenere dei nominativi, troverà per te potenziali “lead” (contatti). Se hai bisogno di far conoscere il tuo brand, troverà per te persone interessate a prodotti o aziende simili e via dicendo.

Per far quindi funzionare Google Ads cosa serve? Prima di tutto un obiettivo concreto, raggiungibile e tracciabile (è necessario inserire sul sito web un codice definito di “conversione”, per leggere cosa succede quando un utente atterra sulle tue pagine). Poi serve tempo per far capire alla piattaforma Google Ads che cosa deve fare.
Il tempo è importante… perché all’inizio Google Ads ti chiederà budget per portarti traffico, ottimizzando chiaramente gli accessi al tuo sito e scegliendo per te quali sono quelli più indicati… ma col tempo, quando avrà capito esattamente cosa fare, sarà possibile anche pagarlo in base ai risultati! Fantastico no?

3. Un esempio di asta su campagne Ricerca

Come detto esistono tanti tipi di campagna su Google Ads, ma probabilmente fare l’esempio di un’asta Ricerca, è la cosa più semplice per entrare nei meccanismi della piattaforma!
Vediamo quindi un semplice esempio. Immaginiamo che tu sia un ristorante la cui specialità è il pesce, ma non fai pizza.
La parola chiave che scegli di usare è quindi “ristorante di pesce”. Sei ubicato a Milano e vuoi che ti trovino tutte le persone interessate a ristoranti di pesce a Milano o zone limitrofe.
C’è però anche una pizzeria che vuole essere presente, ma che non sceglie di comprare “pizzeria” come termine di ricerca, ma la parola “ristorante”.
Un potenziale cliente alle ore 19, dal suo telefono effettua una ricerca su Google e usa la query (termine di ricerca) “ristorante di pesce”. Siccome è appena arrivato alla stazione centrale di Milano, il suo smartphone ovviamente suggerisce a Google la zona di competenza.
I due ristoranti che potrebbero comparire sono il tuo e la pizzeria. Ma siccome tu sei un ristorante di pesce, le 19 indicano che si tratta di una prenotazione abbastanza impellente e inoltre sia il tuo annuncio che il tuo sito web raccontano delle tue specialità di pesce, Google decide che l’asta per comparire in questa ricerca, la vincerai tu!
A questo punto pagherai la tua quota solo se il cliente cliccherà sul tuo annuncio. Questo si chiama CPC, vale a dire il “costo per clic”.
A quanto ammonta il CPC? Dipende da molti fattori… ma considera che si parte da 0,01€ a clic!

Insomma… spero che questa mia spiegazione in tre punti ti abbia appagato e sei hai bisogno di altre informazioni, leggi altri articoli su questo Blog!

Machine Learning o CPC Manuale?

Pensate alla solita risposta noiosa. Quelle che una volta dette, si fa un risolino tipo quelli alla cassa se il bancomat non funziona.
Ecco. Solitamente alla domanda se sia meglio andare in Machine Learning o CPC Manuale, la risposta più scontata è proprio dipende. La più scomoda però, è in CPC Manuale.

Questo perché siamo bombardati da informazioni che ci impongono di non sottovalutare l’importanza dell’intelligenza della macchina, della piattaforma… quella che presumibilmente capendo cosa deve fare, riesce poi a proporre il miglior risultato possibile.

Come una partita a Golf…

Ecco l’esempio dell’immagine sopra forse calza. Non che io sia unabile giocatore di golf… ma a mini-golf me la cavo, dai. Solo che l’esempio funziona. Se stiamo nel semplice, a grandi linee tutti sappiamo quando è meglio usare un legno o un ferro. E allora basta trovare – nel nostro caso pruriginoso – quando è meglio far lavorare la “macchina” e quando è meglio se le cose le facciamo da soli. Ma andiamo avanti nella lettura… che tra poco arriveremo alla risposta!

Credo che la mia esperienza mi porti a suggerire dei passaggi – naturalmente validi per soggettive esperienze – ma comunque non da scartare a priori, o di contro da “raccattare” come un anatema se non si mettono in pratica. Questo mio punto di vista è pur sempre qualcosa di diverso dal solito “dipende”. No?

Detto questo partiamo da un assunto. Io credo che il modo migliore di far lavorare in Machine Learning, sia inducendo la macchina all’errore. Quindi bombardare la piattaforma di esperimenti, per farle capire dove sta sbagliando.
Badate bene… l’esperimento su Google Ads, se non lo mettete, porta la macchina a lavorare più lentamente. Provate per credermi. Nel momento in cui si spiega alla piattaforma cosa deve fare, questa si prenderà tutto il tempo per capirlo. Ma se noi facciamo da subito un esperimento, Google Ads avrà almeno un’alternativa per capire più velocemente cosa va più lentamente! Farraginoso…? Forse, ma funziona!

Imparo se acquisisco dati…

Il “learning” della piattaforma deve necessariamente nascere da dati acquisiti. E come può una piattaforma neonata o con una nuova conversione, capire cosa deve fare se non l’ha mai fatto? Vedete che a questo punto saremo quasi necessariamente costretti ad andare in CPC manuale per i primi 15/20 giorni di vita della campagna.

Però occhio… perché nelle impostazioni di campagne, non dovrete mettere lʼottimizzazione per conversioni! CPC Manuale e stop. Non ottimizzato. Volete sapere perché? Abbastanza semplice… se noi impostiamo un’ottimizzazione, questa comunque sarà viziata dalle nostre impostazioni manuali.

E la “Machine” adesso “Learn” con tanti saluti al CPC Manuale

La piattaforma quindi imparerà da noi. Non da sola! E se noi stiamo cercando di farle imparare qualcosa che deve funzionare veramente bene, è forse meglio che non la influenziamo decidendo noi per lei cosa deve fare.

Ecco perché anche prima parlavo dell’errore. Tempo fa parlavo proprio di bozze ed esperimenti su Google Ads in un video che ho pubblicato sul mio canale YouTube. Per semplicità eccolo qua sotto.

Alla fine di questo bel percorso, che credo vi abbia comunque dato uno stimolo interessante, SEO Yoast mi dice che non mi sono sforzato proprio tanto e che avrei dovuto buttar giù almeno 900 parole… ma vistoche contemporaneamente sto anche scrivendo il mio nuovo libro su Google Ads e Facebook Ads, che uscirà nel 2020… bhé, mi vedo costretto a risparmiare tempo a me e ottimizzare il vostro con questa lettura!

A proposito se volete approfondire ancora il tema “Machine Learning o CPC Manuale”, fatemi fare un poʼ di marchetta… ricordatevi che su Amazon ci sono un po’ di miei libri che potreste comprare, ma indicato sull’argomento, direi che cʼè Digital Marketing con AdWords, edito da Hoepli.

Non dimenticatevi che se volete altri suggerimenti su Google Ads, potete visitare la sezione del Blog! Sparpagliati in rete ci sono centinaia di miei articoli su Google Ads… con il nome di un tempo, vale a dire Google AdWords… bene o male comunque se su questo sitonontrovate quello che cercate, facendo qualche ricerca su Google in un modo o nell’altro salterò fuori! Ehehehehe…