Categoria: Google Ads

Trucchi, Strategie e Consigli per ottimizzare le tue campagne su Google Ads

Doppio Cieco

2′ Tempo di lettura

Premetto che tutta la spiegazione della strategia in Doppio Cieco, sarà disponibile dal 2020, con l’uscita del mio nuovo libro per Hoepli, che abbiamo scritto a quattro mani con Carmelo Samperi e con la collaborazione di illustri ospiti!

In questo articolo dedicato al #GoogleAdsFridayTips, metterò quindi solo le basi, lasciando ai cari lettori, la facoltà di applicare in autonomia la strategia e senza spiegarne le conseguenze, che ovviamente non possono di certo essere negative! Mai vi farei un torto di questo tipo.

Il Doppio Cieco è un reale esperimento scientifico, che però ho particolarmente apprezzato, da un punto di vista figurativo, guardando una puntata della serie Agent of Shield (episodio 1.16 “La Fine del Principio“, attualmente disponibile su Netflix).

L’obiettivo è quello di mettere insieme due persone fornendo a queste solo un dato parziale, al fine di non influenzarne le successive decisioni. In questo modo una delle due persone avrà un dato fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo, mentre l’altra avrà l’altro, differente, ma sinergicamente collegato al primo.

Il Terzo attore del Doppio Cieco

Per poter funzionare, il Doppio Cieco ha però bisogno di interlocutori terzi, che di fatto avranno il compito – evidentemente involontario e casuale – di complicare la vita ai due protagonisti.

Adesso, siccome parliamo di Google Ads, vi svelo che i due protagonisti del doppio cieco sono due parole chiave. La prima è una parola che normalmente porta conversioni, mentre la seconda è una parola di traffico, di fase alta. Google Ads è chiaramente il terzo attore.

Immaginiamo quindi di avere più campagne, nelle quali in tutti i casi sono presenti le due chiavi, ma in sequenza alternata. Se A e B sono chiavi di conversione e C e D, chiavi di fase alta, le campagne saranno così composte:

  • Campagna 1 – A + C
  • Campagna 2 – B + D
  • Campagna 3 – A + D
  • Campagna 4 – B + C

Attenzione, per non complicarsi la vita, è importante che utilizziate per il Doppio Cieco, solo le parole chiave dell’account che performano meglio. Altrimenti il numero di combinazioni diventerebbe troppo ampio.

Le notifiche di Google Ads

A questo punto vedrete che lanciando le campagne, Google Ads notificherà l’anomalia gestionale delle stesse, perché non accetta la presenza delle chiavi in campagne diverse.

Per complicargli la vita, andate a impostare come strategia di offerta per le 4 campagne la CPA e usate un budget condiviso. Se state storcendo la bocca, sappiate che il budget condiviso in strategie a CPA è possibile tenerlo.

Le 4 campagne avranno a questo punto 4 diversi funnel, con medesimo obiettivo e medesimo budget.

Benissimo. Io mi fermo qui e vedremo nel libro cosa succede dopo questa apparentemente cervellotica situazione. Nel frattempo, sperimentate e magari fatemi sapere.

Ma Google Ads Funziona?

2′ 40″ Tempo di lettura

Saprete credo quasi tutti da quanto lavoro con Google. Mi ricordo che mentre stavo facendo campagne su Overture, un cliente che aveva un agriturismo, mi chiese se potevamo provare a lavorare su Google AdWords. Io risposi che in Italia Google non sembrava essere molto utilizzato, ma siccome lui stava lavorando con la Germania, potevamo sicuramente fare una prova.

Google AdWords funzionava…

Ebbene sì, i risultati furono da subito sorprendenti, perché mentre Overture era una sorta di asta a rialzo, Google da subito aveva quella romantica visione di ranking che mi piaceva molto. E lì iniziò la mia avventura con Google, del quale oggi sono Product Expert, Ambassador e Premier Partner (con Blubit), Academy e chi più ne ha più ne metta.

Ma bando alle ciance, voi volete sapere se Google Ads funziona e non se Google AdWords funzionava! Giusto? Ebbene sì, Google Ads funziona ancora, ma con dei ma e dei se purtroppo.

Arriva il Machine Learning

Già, il Machine Learning, lo Smart Bidding, l’Intelligenza Artificiale, tutte cose che hanno impiegato un bel po’ di tempo a capire come avrebbero dovuto funzionare e che nel tempo hanno mangiato budget a migliaia di clienti. Gli stessi clienti che oggi ancora si domandano se lavorare su Google convenga o meno.

La risposta che do’ io non è più quella di una volta. Metto tutti in guardia e metto in guardia anche te, che tu sia consulente o azienda. Perché Google, come ho sempre sostenuto – basti pensare a quanto ho scritto anche nel 2013 nel mio primo libro “I Segreti di Google AdWords” – la piattaforma non è da ritenersi isolata, ma funzionale all’interno di un piano marketing strutturato e funnellizzato.

Oggi più che mai funziona se viene concepito come un percorso nel quale la ricerca non necessariamente sta in fondo al funnel, ma lavora anche in fase alta e magari lascia spazio a quel Facebook Ads che mentre prima lavorava a tentativi, oggi grazie alle nicchie di interesse lavora sia sull’online, che sull’offline, in modo capillare e funzionale.

Insomma, in definitiva la risposta alla domanda se Google Ads funziona, è ancora sì. Ma smettete di lamentarvi se non vedete l’annuncio, perché non funziona così, non ha mai funzionato così e non funzionerà mai così, soprattutto da quando il CPC è ormai una vanity metric e conviene primariamente guardare a quanto vi costa una conversione!

Corrispondenza Generica su Google Ads

1’20” Tempo di lettura

Inutile dirlo, ma quando si parla di corrispondenze delle parole chiave, molti non sanno bene come e quando usarle. Questo perché cercando in rete ci sono informazioni un po’ troppo saccenti e di “accademia”.

Eppure la Guida di Google Ads, almeno dal punto di vista d’uso, la spiega abbastanza bene contrariamente a quanto avviene per altri argomenti.
Nella sua tabella infatti indica che se scegliamo come parola chiave cappelli da donna, Google Ads potrebbe mostrare il nostro annuncio anche con la query abbigliamento donna.

Un mare di Opportunità, in Corrispondenza Generica

La corrispondenza generica ha il compito di scovare opportunità e da quanto continuo a vedere coi nostri test – a differenza di come operava in precedenza – è decisamente più accorta e intelligente. Per usare un termine alla Google Ads, direi che è più “smart“!

Strategia e Tattica

Se configuriamo il nostro obiettivo, impostiamo l’ottimizzazione delle conversioni – date un occhio alle differenze tra CPC manuale e tCPA – e le dedichiamo un’apposita conversione, ci renderemo conto che il sistema capirà da solo quando attivare l’annuncio.

Se guardate il rapporto sui termini di ricerca, vi renderete conto che educando Google Ads, i termini di ricerca sono assolutamente in linea con le vostre aspettative.

Non dividere, per “imperare”!

Addirittura staccando un termine dall’elenco delle query e rendendolo una parola chiave a sé – per esempio, citando l’esempio sopra, isolo cappelli rosa – funzionerà peggio.

Questo accade perché un’unica chiave, addomestica e gestisce tutto il funnel. Se qualcuno mi ha conosciuto tanti anni fa, ho sempre detto che per Google AdWords sarebbe bastata una chiave generica e poi giù con tante inverse… incredibilmente siamo tornati lì, ma con un AdWords (Google Ads), più smart!

Reddito del Nucleo Familiare su Google Ads

1′ 45″ Tempo di lettura

Per capire quanto sia trattato male nella guida ufficiale, il Reddito del Nucleo Familiare su Google Ads, in alcune sezioni viene addirittura detto che non è disponibile per l’Italia. Invece non solo appare come dato analitico entrando nel menù “dati demografici“, ma è anche possibile farci del bidding sopra, in aggiustamento offerta.

Meglio Reddito del Nucleo Familiare o Household Income?

È la traduzione letterale del termine, ma in realtà per il suo reale valore, credo sia più suggestivo usare la versione anglosassone, vale a dire Household Income.
La guida è infatti fuorviante perché rischia di indicare con questa voce il membro della famiglia che guadagna di più – o di meno – vale a dire chi ha il potere di acquisto maggiore.

Raggiungi i compratori migliori su Google Ads

In realtà con la percentuale indicata nei parametri di Google Ads si identifica il reddito familiare medio e la percentuale di persone che rientrano fuori da quei parametri.
Il 10% o superiore, indica quindi il 10% di persone che guadagnano di più, il 50% inferiore quelle che guadagnano di meno.

Se in un paese la media guadagna 10.000€, questo dato sarà rappresentato nel 50% o inferiore. Il 10% o superiore è quello che guadagna più degli altri e via dicendo.

Per fare un esempio di target raggiungibili, possiamo provare a dividere i segmenti di percentuale in fasce.
Nella fascia da 30% a sotto il 50% ci saranno azioni di promo sulla grande distribuzione, sconti, promozioni, offerte. Prodotti di lusso andranno sulla fascia da 20% a 10% e superiore.
Offerte generiche di vacanze in fase alta, o di auto di varia fascia potranno invece coprire tutti i target senza restrizione.

Se invece volessimo diversificare i messaggi, potremmo indirizzare voli low cost nella fascia da 30% a 50% inferiore e servizi di Voli “premium” alla fascia da 30% a 10% e superiore.

Come funziona

Google individua il reddito medio in un determinato paese. Questo consente al sistema di generare il rapporto percentuale dei segmenti HHI (household income).

L’analisi prende in considerazione centinaia di migliaia di utenti per capire nel dettaglio tutti gli attributi demografici. Vengono quindi analizzati altri segnali come per esempio le ricerche fatte, i posti visitati, le app scaricate, i video YouTube visti e via dicendo, per carpire delle caratteristiche univoche di tali segmenti.

Per finire Google usa queste informazioni per creare dei modelli di stima grazie ai quali, il machine learning consente di generare stime e audience per raggiungere target simili.
Il Reddito del Nucleo Familiare su Google Ads è un elemento tattico importante nella fase di Awareness!

Estensioni Callout Google Ads

1′ 30″ Tempo di lettura

Mi trovo costretto a iniziare col solito “esistono molti tipi di estensioni su Google Ads“… ma questo rappresenta la realtà. Eh sì… è proprio così e non solo esistono tanti tipi di estensione, ma tra di loro, sono tendenzialmente anche molto diverse.

Una di quelle che spesso viene usata in modo sbagliato, è la callout, perché si tende a confondere un po’ con gli snippet e un po’ con i sitelink. In realtà le estensioni callout su Google Ads, stanno un po’ agli estremi rispetto ai sitelink.

Niente atterraggio, sono un’estensione callout!

Bingo! La chiave è proprio quella descritta sopra, diciamo che tutto ciò che non prevede un collegamento verso il sito web, deve essere inteso come callout. Quindi la cosa più sbagliata del mondo è per esempio usare i callout come se fossero una “chiara occasione da gol”!

Immaginiamo che il nostro annuncio si attivi con una chiave generica, come per esempio “acquisto scarpe eleganti“. L’annuncio rimanderà alla nostra pagina con l’anagrafica delle scarpe.
Il nostro callout non dovrà riportare i modelli e non dovrà quindi dire “Oxford“, “Derby“, “Mocassini” e via dicendo… perché sembrerebbe un filtro, cliccando sul quale si vedranno solo questi tipi di scarpa!

Questi sono quindi sitelink quando prevedono un atterraggio, o snippet se decliniamo tutti i modelli disponibili che si possono trovare all’interno della pagina!

Il callout è un plus…

Il callout è quindi comunicazione! Non azione! Questa è una caratteristica fondamentale di questo tipo di estensione, perché ne cambia le dinamiche d’uso. Ogni callout ha a disposizione 25 caratteri spazi inclusi e deve rappresentare una valorizzazione di quanto compare nell’annuncio.

Nell’esempio sopra quindi quali potrebbero essere i callout? Semplice! Per esempio “Massima comodità“, “Tanti colori disponibili“, “Reso gratuito” e via dicendo. Tutti plus di contorno all’annuncio, che non invitano a nessun’altra azione, se non quella di cliccare sull’annuncio stesso!

Insomma… spero che adesso sia quanto meno più chiaro di prima e se vuoi altre informazioni sugli annunci, perché non leggi anche il mio articolo su come migliorare il ranking degli annunci?

Migliorare il ranking degli annunci di testo su Google Ads? Ecco 3 vecchi trucchi

2′ 30″ Tempo di lettura

Proseguiamo con la nuova rubrica dedicata ai consigli del venerdì. Seguite anche l’hashtag #GoogleAdsFridayTips sui principali Social Network.
L’obiettivo di questi articoli è tornare sulle basi della piattaforma GoogleAds per le quali siamo partiti dall’Articolo sulla composizione degli annunci.

Migliorare il Ranking degli Annunci

Stiamo parlando di annunci di testo. Migliorare il Ranking degli Annunci è di primaria importanza perché il ranking è un elemento determinante dell’asta di Google Ads.

In Google vige ancora – seppur con continui aggiornamenti – la formula:
P1 = (Q1 x B2) / Q1
dove di fatto il valore “Q” rappresenta appunto la qualità, che moltiplicata per il parametro “B”, cioè il bidding, vale a dire il valore monetario dell’asta, determina il ranking.

Il “B” quindi determina quanto siamo disposti a investire, ma avere una qualità alta è decisamente importante. Ricordiamo infatti che Google Ads ha tolto la posizione media. Questo parametro è stato quindi sostituito dalla posizione in pagina, intesa come “Superiore” e “Superiore Assoluta”.

La regola del 2 + 1

La prima regola da osservare è quindi quella di diversificare gli annunci nei vari gruppi. E’ sempre importante inserire almeno due annunci di testo, più un annuncio adattabile (che abbia un punteggio almeno di “buono”).
Il sistema farà in modo di mostrare quelli che rispondono meglio. Non siate statici. Periodicamente mettete in pausa l’annuncio che funziona meno (solitamente è uno dei due annunci semplici), creandone uno nuovo!

Meglio se c’è un numero

I numeri attirano l’attenzione, perché si distinguono dalle parole. Inserire un valore numerico è sempre importante e alza il vostro CTR (non è detto che aumenti le conversioni, ma sicuramente premia il tasso di clic). Inoltre è opportuno provare varianti nelle quali il numero sia il primo elemento a sinistra nel primo titolo:

300€ di Sconto sul Primo Acquisto
Funziona meglio di:
Sconto di 300€ sul Primo Acquisto

Altro elemento che può determinare un aumento del tasso di clic è la presenza di un punto interrogativo:
Cerchi un Hotel a Roma?
Se la query corrisponde 1:1 alla chiave che vince l’asta, rispondere alla domanda con un’altra domanda funziona, soprattutto se nella seconda riga di titolo rispondete, magari proprio partendo da un numero:
450 Hotel a partire da 50€ a notte
Ricordate che nel titolo non è possibile inserire punti esclamativi.

Non si può vivere senza Estensioni

Migliorare il ranking degli annunci, non è solo questione di annuncio in sé. Ricordate infatti che a parità di qualità, viene premiato sempre l’annuncio con le estensioni configurate! In particolare sitelink, snippet e callout, sono estensioni tattiche fondamentali nella comunicazione!

Un Annuncio di Testo Google Ads è composto da…

Su Google Ads esistono diverse tipologie di annuncio. Testo, Video, Immagine… ma anche annunci misti come per esempio i nuovissimi annunci della Galleria, simili ai carosello di Facebook.

Ci occuperemo in questo articolo degli annunci di testo, ma per evitare confusione, analizzeremo i dettagli del formato più semplice: il classico “Annuncio di Testo“.

Composizione di un Annuncio di Testo

Fino a poco tempo fa, questi annunci prendevano il nome di estesi, perché si differenziavano da altri formati testo, che prevedevano meno campi da inserire. Oggi tutti gli account Google Ads, hanno ormai al loro interno solo questo tipo di formato.

I campi da compilare

Ci sono di base 7 campi da compilare, oltre a quelli relativi alle opzioni di URL, che in questo articolo però, preferisco non trattare. Se desiderate approfondire anche questa sezione, potete dare un occhio all’articolo della Guida di Google Ads, relativo alle informazioni sul monitoraggio.

Il primo valore da inserire è l’URL Finale.
L’URL finale rappresenta la pagina di atterraggio nella quale si accede dopo aver cliccato sull’annuncio.

Un annuncio di testo Google Ads è composto da 3 spazi per il Titolo. Titolo 1 e Titolo 2, appaiono sempre in coppia, mentre solo talvolta appare anche il Titolo 3. È quindi consigliabile non creare un titolo lungo basandosi su tutti i 90 caratteri a disposizione nei tre titoli. Se volete optare per soluzioni “lunghe”, basatevi sempre solo sui primi 2.

Facciamo un esempio. Molti inserzionisti per scrivere titoli più lunghi di 30 caratteri, che presentino però una frase di senso compiuto, non si preoccupano della riga verticale che taglia il titolo.
In questo modo: Utilizziamo solo impasti | lievitati naturalmente.

Dove abbiamo…
Titolo 1 = Utilizziamo solo impasti (24 caratteri)
Titolo 2 = lievitati naturalmente (22 caratteri)

Vediamo il prossimo campo. Il percorso visualizzato composto da due caselle da 15 caratteri spazi inclusi ciascuna, non deve essere necessariamente un URL reale. Serve per convincere l’utente che l’argomento trattato è quello collegato alla sua ricerca.

Se per esempio sta cercando “hotel a roma”, un buon percorso potrebbe essere: andreatesta.it/Hotel/Roma. Questo contribuirà anche a creare un buon ranking dell’annuncio.

La descrizione nell’Annuncio

Un annuncio di testo Google Ads è composto da due campi descrizione, ma come avviene per i 3 titoli, abbiamo la certezza che venga visualizzato solo il primo dei due. Ogni campo descrizione offre 90 caratteri spazi inclusi, ma il secondo campo, non sempre compare nelle ricerche.

Attenzione quindi quando compilate gli annunci, a non contare troppo su 3° titolo e 2^ descrizione!

Informazioni Aste di Google Ads

Ago 22, 2019 the_title_attributes di Testa

L’ex rapporto informativo sulle aste, oggi chiamato “Informazioni Aste di Google Ads” è un report tattico molto importante. Non è solo un’analisi di posizionamento, ma un ottimo termometro di copertura della concorrenza, soprattutto nei casi in cui le nostre campagne girino con strategie di Smart Bidding.

La quota impressioni nelle strategie di Smart Bidding, se infatti non viene segnalata una limitazione di budget, indica che è soddisfacente per il raggiungimento degli obiettivi. Spendere di più vorrebbe dire non raggiungere utenti in target.

Come leggere il rapporto Informazioni Aste

Il rapporto è raggiungibile dal menù campagne. La quota impressioni rappresenta quante volte un dominio è apparso in una ricerca, rispetto al valore 100% rappresentato dal numero totale di query per le quali avremmo potuto partecipare all’asta.

Rapporto Informativo sulle Aste

Per fare un esempio: lavorando a corrispondenza esatta con la query [rapporto aste], se ci fossero state 100 ricerche e fossimo comparsi 50 volte, la colonna riporterebbe 50%.

Noi e i domini concorrenti

Il valore “Tu” riporta la nostra posizione, messa a confronto con le altre aziende in termini di quota impressioni. Attenzione qui, posizione media è un parametro che a fine settembre verrà sostituito dalle voci: posizionamento superiore e parte superiore della pagina.

Percentuale di sovrapposizione è la quantità di volte che siamo apparsi insieme al dominio concorrente. Nella tabella sopra, prendendo la seconda riga, risulta 28,48%. Questo significa che su 100 volte che siamo comparsi, 28,48 volte era presente anche il dominio competitor.

Tasso di posizionamento superiore indica quante volte il dominio competitor è comparso contemporaneamente al nostro annuncio, ma in una posizione migliore.
Attenzione! Se la sovrapposizione degli annunci è come da nostra tabella il 28,48%, il valore 26,87% di posizionamento superiore, deve essere calcolato sul 28,48%! Questo vale per tutte le altre colonne di paragone.

Facciamo un esempio per rimuovere qualsiasi dubbio. Il nostro annuncio compare 100 volte. La percentuale di sovrapposizione è del 25%. Quindi compariamo insieme 25 volte. Il tasso di posizionamento superiore è 50%. Questo significa che il concorrente era meglio posizionato in 12,5 ricerche.

Tasso parte superiore della pagina, indica invece quante volte l’annuncio è apparso sopra ai risultati organici. E Tasso assoluto parte superiore della pagina, indica quante volte l’annuncio è apparso come primo dei risultati sopra a quelli organici!

Serve una precisazione qui. Se sommiamo (sempre tabella sopra) il tasso superiore (69,93%), col tasso assoluto (30,22%), il risultato potrebbe essere superiore al 100%. Questo perché nel tasso superiore è incluso anche il tasso assoluto!

Quota superamento target indica invece la percentuale di volte che un annuncio ha ottenuto un ranking migliore rispetto al concorrente. Il miglior ranking include chiaramente anche le volte nelle quali l’altro inserzionista non è proprio apparso nei risultati!

Per finire ricordiamo sempre che le impostazioni delle aziende concorrenti, potrebbero essere diverse dalle nostre e quindi non è detto che abbiano gli stessi obiettivi. All’inizio dell’articolo ho parlato di Smart Bidding, ti consiglio quindi di leggere il mio articolo sulle differenze di prestazioni tra una campagna con strategia tCPA, rispetto a una a CPC Manuale.

Codice Sconto Google Ads

Ottenere un codice di sconto Google Ads è semplicissimo. Ti dico subito che se devi ancora attivare un account e vuoi fare la prima registrazione usufruendo del codice, basta che tu segua la procedura ufficiale di Google, accedendo al link di prima configurazione!

Coupon Google Ads

Come puoi vedere dall’immagine qua sopra, la pagina è proprio di Google e lo puoi anche appurare dall’URL ads.google.com. Quindi non c’è niente da temere. Stiamo parlando di un codice di sconto Google Ads, direttamente offerto da Google stesso.

Google Partner e i suoi coupon di Sconto

Un altro modo per avere coupon di sconto, ma sostanzialmente collegato alle attività di agenzia, è quello che si ottiene dalla registrazione a Google Partner. Il programma di affiliazione per agenzie, del quale la mia agenzia fa parte in qualità di Agenzia Premier Partner.

Blubit

Come funziona il Coupon di Sconto

Per usufruire del coupon di sconto ci sono piccoli requisiti da seguire. Ricorda che la mia agenzia può anche farti da consulente esperto Google Ads, ma non è indispensabile. Il nostro consiglio è di provare a usare Google Ads in autonomia e rivolgersi poi a dei professionisti, solo in caso di necessità, o per migliorare le performance del tuo account.

Se posso permettermi di darti un consiglio, non iniziare con campagne “Smart”, sembrano semplici da configurare, ma in realtà sono molto poco configurabili in caso di assenza o carenza di risultati.

Come detto ci sono alcuni parametri da seguire per usare un coupon. Prima di tutto un codice di sconto Google Ads ha solitamente una data di scadenza. Ci sono continue promozioni. Quindi quando lo attivi, usalo seguendo i termini di scadenza.

Seconda cosa da sapere è che devi comunque attivare un account di fatturazione in Italia e devi configurare un sistema di pagamento. Leggi sulla pagina ufficiale ulteriori informazioni sui codici promozionali.

Ultima cosa che devi sapere è che per avere l’accredito del buono – che cambia a seconda del codice di sconto Google Ads – devi comunque sostenere una spesa. Raggiunta questa spesa, ti verrà immediatamente accreditato l’importo, ma la spesa sostenuta, non verrà rimborsata. Semplicemente otterrai traffico gratuito!

tCPA vs CPC Manuale

Giorni fa approfittando della verve creativa e della rapidità dei miei grafici, ci siamo divertiti a tradurre in grafici la pletora di numeri che ci si presenta ogni giorno davanti agli occhi.

Abbiamo combattuto per anni – lo dico in modo affettuoso e con grande rispetto – con Jon Diorio (Product Manager di Google Ads) per far sì che nelle nuove interfacce della piattaforma apparissero dei colori.

Insomma, entri in ufficio, ti bevi il primo caffè, apri Google Ads e davvero la cosa più lontana che puoi comprendere è la immane quantità di numeri nascosti nelle tabelle come impenitenti sudoku. Ecco, quello che chiedevamo – e che poi grazie al cielo è stato introdotto – era la possibilità di vedere attraverso i colori cosa fosse “meglio” e cosa invece avremmo dovuto migliorare.

Performance Annunci Google Ads

Non di soli numeri…

La neonata interfaccia cromatica ha solo il compito di puntare il dito su qualcosa. Traduce quindi visivamente il dato numerico, la metrica, in un concetto tangibile. Se è blu funziona, se è azzurro, può migliorare.

Da grande fan dello script Account Summary Report, ho sempre cercato di valutare il funzionamento di Google Ads in un circuito di dati almeno a 7 giorni (NB – per capire se una modifica funzioni o meno, dovrebbero passare almeno tre cicli di conversioni).

Account Summary Report

Dall’analisi pre-caffè di questi numeri, l’occhio esperto – ma non solo quello – a un certo punto viene stimolato. I dati raccontano sempre che esiste una straordinaria ciclicità con la quale accadono le cose su un sito web e che – per quanto possibile – gli eventi anomali non disturbano troppo l’avvicendarsi dei risultati.

Questo tipo di “anomalia” è per esempio visibile nello schema in alto guardando al giorno 4. Dove si vede chiaramente che il CPA della strategia a CPC Manuale, probabilmente a causa di un’anomalia comportamentale, batte solo per quel giorno il CPA della strategia a tCPA.

tCPA vs CPC Manuale

Furono quindi i colori a insistere affinché la vecchia scuola di Google Ads iniziasse a pensare di poter cedere il passo al Machine Learning. Attenzione, questo non significa che non stavamo testando strategie “Smart”. Voglio solo dire che spesso, l’abitudine alla dolce routine del “tanto funziona”, ci abitua a non provare a cambiare. Se però il tuo schema numerico, tradotto in colori, diventa un film muto dei primi del ‘900… allora è probabile che qualcosa non quadri.

Proprio con questa idea abbiamo iniziato a fare test su test, paragonando sempre i dati della fidatissima strategia a CPC Manuale, con quelli pilotati dall’intelligenza artificiale. tCPA, ROAS, massimizza e via dicendo. Sempre raccogliendo sconfitte sui primi giorni di analisi, ma con la dovuta pazienza, un medio termine decisamente più stabile.

Ecco la stabilità è una cosa che ancora oggi mi preoccupa. Quando un cliente arriva, spesso si sente stremato e disilluso. Aspettare 3 o 4 settimane a volte non è possibile, motivo per il quale suggerisco sempre di far girare le campagne in versione “legacy” (cioè ereditando quanto ci arriva in dote) e in versione aggiornata.

In questi casi il sistema si sforzerà di trovare un vincitore. Non temete se nei primi giorni vincerà il CPC Manuale. Alla fine nella lotta tCPA vs CPC Manuale, la strategia Smart, capendo dove sta sbagliando, inizierà dopo alcuni cicli a produrre dati sicuramente migliori.