Categoria: Digital Marketing

Incentivi e Contributi per il Turismo

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Il Rilancio del Turismo.
Articolo 7.

Atipico articolo questo che chiude la giornata di contributi video e blog sul turismo, perché pur rimettendo qua sotto il video giornaliero, nel quale approfondiamo il discorso delle parole chiave inverse su Google Ads, abbiamo pensato fosse utile recuperare quanto scrive Il Sole 24 Ore del 31 agosto, sui contributi – anche a fondo perduto – che sono stati attualmente stanziati da alcune Regioni.

Speriamo ovviamente che nei prossimi giorni ve ne siano ancora, ma questi possono e devono rappresentare un punto di partenza utile e indispensabile per un settore che ha bisogno di rilancio, ma non solo a parole.

Quali sono attualmente gli Incentivi

Riportiamo quasi testualmente, regione per regione, sottolineando che tra i servizi offerti da Blubit – in partnership con Marco Biagiotti, esperto sul tema e presente nei webinar Mezz’Ora a Testa – supportiamo le aziende nella compilazione delle pratiche necessarie a ottenere i finanziamenti!

Per la Calabria è previsto un aiuto alle agenzie e un voucher da 25€. Parliamo del bando “Viaggia Calabria” che mette a disposizione 1.5 milioni a fondo perduto per agenzie viaggi e tour operator.
Attivo anche “Ospitalità Calabria”, con cui la Regione concede fino al 30 settembre un voucher di 25€ per turisti che provengono da altre regioni d’Italia.

Per quanto riguarda l’Emilia Romagna invece vi sono fondi per spiagge e tour operator. Parte il bando da 1.3 milioni di euro che prevede incentivi a fondo perduto fino a un massimo di 3.000€ ad agenzia.
In partenza anche due bandi a favore degli stabilimenti balneari.
La Regione ha previsto anche un ulteriore contributo fino a 3.000€ destinato alle strutture turistico ricettive delle zone appenniniche.

Nel Lazio ripartono i termini per accedere ai contributi a fondo perduto per l’avviso da 13 milioni di euro, destinato agli hotel.
In scadenza il 25 ottobre invece, quello relativo agli aiuti fino a 20.000€ destinati ai Comuni per manifestazioni culturali e turistiche.

La Liguria mette sul piatto il bonus assunzioni ai “condhotel” e prosegue fino al 31 dicembre 2020 l’attività della Regione per la concessione del bonus da 3.000€ a 6.000€ per assunzione di personale nel settore turistico. La Regione ha anche varato una delibera per l’avvio delle attività di “condhotel” che danno la possibilità alle strutture alberghiere di riservare alcune camere ai privati, anche vendendole.

In Lombardia aiuti a strutture, spot e infopoint, con chiusura del bando al 15 ottobre relativo allo stanziamento di 17 milioni di euro per il sostegno delle strutture turistico ricettive. Queste potranno accedere a contributi fino a 200.000€ con un investimento minimo di 80.000€.
In partenza anche un nuovo bando per la promozione turistica e uno ulteriore per gli Infopoint.

Piemonte col bonus cultura per le guide turistiche. Aperto il 7 agosto scorso si chiuderà il 31 ottobre con contributi a fondo perduto.

Piano straordinario in Puglia. Prevista entro il 10 settembre la pubblicazione del bando da 40 milioni di euro nell’ambito del piano straordinario “Custodiamo il turismo”, col quale la Regione concede contributi a fondo perduto alle imprese del turistico ricettivo che abbiano avuto perdite tra il 40% e il 100%.

Sostegno ad agenzie e guide in Toscana. Al via il bando della Regione che assegna contributi a fondo perduto ad agenzie di viaggio, guide turistiche, guide alpine, taxi e NCC. Il bonus è parametrizzato sulla base delle perdite ricevute.

La provincia di Trento mette a disposizione due bandi per lavoro e restyling degli spazi. Da una parte un contributo di 40.000€ per le strutture ricettive che garantiscono almeno il 50% dei livelli occupazionali del 2019. Dall’altra un bando ancora in stesura, concederà sovvenzioni per il miglioramento delle strutture ricettive.

Non solo Bandi declinati sul Turismo

Ma facciamo attenzione, perché quanto visto sopra è solo un aspetto dei bandi e dei finanziamenti destinati al turismo, quando in realtà ogni impresa – compresa quella turistica – può attingere a fondi di innovazione, sviluppo, ricerca.

Facciamo un esempio, di cosa possiamo mettere a disposizione come consulenti di informazione su questo tipo di opportunità: la CCIAA di Cremona dispone di un bando “voucher digitali impresa 4.0”. Si tratta di un finanziamento a fondo perduto fino al 50%, per la promozione e la diffusione della cultura e della pratica digitale.

Altre importanti iniziative comunali sono a Brindisi, Messina, Catanzaro, Biella, Vercelli, Crotone, Palermo, Enna, Verbano-Cusio-Ossola!

Sta a te non perderti d’animo e sapere che se hai bisogno di supporto, ci siamo anche noi di Blubit e Andrea Testa a darti una mano!

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Nella stessa serie:
_ Come Usare Google Trends
_ Awareness nel Turismo
_ Come Sfruttare la Rete Display di Google
_ Come funziona il Remarketing Dinamico
_ Campagne Google Ads con Pagamento a Conversione
_ Ranking delle Parole Chiave su Google Ads
_ Incentivi e Contributi per il Turismo

Conversioni Cross Device in Epoca CoVid

2’15” Tempo di lettura

Io vi avevo messi in guardia qualche settimana fa… quando parlai di un funnel Digital (e non solo), fortemente viziato dalla straordinaria situazione nella quale ci troviamo. Nell’articolo 13 mesi di Digital Marketing, avevamo infatti affrontato il tema di come ciò che solitamente diamo per scientificamente scontato, stava subendo delle notevoli variazioni.

Avevo anticipato questo tema ponendo un interrogativo tattico. Meglio star fermi o presidiare i canali? Poi ne ha parlato anche il Global Head of Growth Lab di Google, Matthieu Pellerin sul Think With Google di aprile 2020.

La doverosa premesse introduttiva, è in realtà parte integrante dell’assunto di cui sotto. Non si tratta di una supposizione basata su credo o esperienze, ma di un fatto reale da ritenersi scientifico. Andando ad analizzare i dati, molti di voi avranno notato canali che producono maggiori conversioni o un numero di conversioni mobile, superiori al passato.

Più mobile nel funnel CoVid

La risposta che molti di voi si saranno dati e che – attenzione – non è scorretta, è che in questi giorni il numero di accessi da telefono è sinceramente superiore rispetto al passato.

In poche parole, un utente che si trovava a navigare da computer dell’ufficio e poi a proseguire con la navigazione – e il funnel – usando il telefono durante il viaggio lavoro-casa e poi il computer una volta arrivato a casa, oggi usa un unico device per compiere il suo percorso di acquisto.

Bambini inchiodati sulle console a consumare banda, PC usati per video lezioni e via dicendo, portano chiaramente a usare generalmente il proprio smartphone (magari col suo traffico dati), per consumare tutte le fasi del funnel.

Cross Device? No… mono Device!

Il risultato di questo – che poi è la sintesi del titolo dell’articolo – non è che i device mobili aumentano le conversioni e le campagne oggi hanno comportamenti anomali rispetto al passato (nei modelli di attribuzione in base alla posizione, vi sarete certamente accorti che campagne che prima producevano zero o poche conversioni, oggi invece fanno parte del funnel…).

In pratica perché questa rivoluzione? Semplicemente perché (uno tra tutti?) Google Analytics non presume più la conversione da device diversi, ma ce l’ha sotto il naso. Usando un solo device in tutte le fasi del funnel, tutte le campagne partecipano alla conversione e i dispositivi tendono ad avere tassi di conversione più alti!

A volte, quindi, la risposta è meno comportamentale di quanto si pensi… è “solo” meno tecnologica. Dove il sistema fatica a tracciare i balzi tra un device e l’altro, in una situazione anomala, con un device solo… tutto sembra improvvisamente più semplice.

Analisi Competitiva con SemRush

1′ 40″ Tempo di lettura

Buongiorno curiosi e smanettoni,
oggi vorrei ragionare con voi su un argomento che, in questi giorni soprattutto, mi ha fatto riflettere parecchio. Come deve muoversi un’azienda in questo periodo?

La risposta è: “Dipende!” Sicuramente possiamo capire cosa non deve fare: restare immobile, o adagiarsi su una strategia che “ha sempre funzionato”.

Bisogna accettare il fatto che ci troviamo in una nuova situazione e che il “prima” difficilmente sarà simile al “dopo”. Grazie ai dati che ci fornisce SemRush – piattaforma essenziale nel nostro settore – possiamo capire, studiare e interpretare i “movimenti” dei nostri competitor.
Un recente studio della piattaforma è pubblicato col titolo di “Competitor Analysis in Uncertain Times“; ma quali dati possono aiutarci a capire come si sono comportati i competitor?

Traffico del Sito

Grazie all’analisi comparativa del traffico di SemRush, possiamo inserire nella piattaforma i nostri competitor e vedere come, mese su mese e rispetto all’anno precedente, sono cambiate le visite e quali sono i canali a cui è attribuibile la variazione. Possiamo addirittura vedere le pagine che hanno generato più traffico e da quale sorgente questo provenga.

Come utilizziamo queste informazioni?

Ispiriamoci al Successo! Sicuramente tutti guardano con un occhio diverso il leader di mercato e le sue strategie, ma copiare la sua strategia al 100% funziona? Probabilmente no e non è ciò che dobbiamo fare.

Dobbiamo ispirarci alle strategie di successo dei competitor e andare a coprire le lacune lasciate e non colmate. La flessibilità di SemRush ci permette di filtrare i risultati delle migliori keyword – di brand e non – dei competitor, mostrandoci il comportamento del consumatore tramite la frequenza di ricerca.

Una volta trovate le keyword più performanti, possiamo utilizzare un tool meraviglioso: il Keyword Gap, di SemRush, che ci permette di capire le similitudini e le differenze tra il nostro “Portfolio Keyword” e quello dei competitor, dandoci la possibilità di lavorare per ottimizzare il nostro posizionamento.

I dati di questo tool non fanno solo riferimento alle keyword organiche, ma anche a quelle del traffico a pagamento (PPC e PLA). Vediamo in quale “direzione” sono investiti i capitali e diamo valore ai canali scoperti, o coperti parzialmente.

Invito tutti a scoprire la quantità infinita di dati che fornisce questa piattaforma e la flessibilità con cui permette di fare ricerche in ogni settore di business e in ogni canale online! Questo è il momento perfetto per dimenticare il detto “squadra che vince non si cambia” e sostituirlo con “squadra che vince si può sempre migliorare”.

13 Mesi di Digital Marketing

Tempo di lettura… prendetevi il tempo che vi serve. Siamo in quarantena da CoVid-19, no?

La doverosa premessa è che le sintetiche elucubrazioni di cui sotto, nascono dalla consapevolezza che tra omeostasi e transistasi, probabilmente neanche la scienza ha potuto e può oggi definire quale delle due caratteristiche consenta la sicura sopravvivenza.

Certo è che in condizioni di stress, generalizzando il termine, è a mio parere necessario non vivere in un limbo di prudenza, ma occorre fare una scelta di coraggio. Sia essa radicale a prescindere dal polo nel quale porti. Ciò significa che comunque, in quanto il coraggio è a suo modo incoscienza e “morire” coraggiosi è comunque stupidità, qualsiasi tipo di considerazione si possa fare, nasce e muore con questo articolo e solo il futuro, ritengo prossimo, potrà dire chi ha avuto ragione.

Io parto solo da questa evidenza… il fatto che le ricerche – e quindi stiamo parlando di azioni di pull marketing, dove la domanda è direttamente fatta dal prospect e non imposta dal brand – non stanno calando in modo verticale. Vero che ci sono settori con cali sensibili, ma vero anche che le ricerche ci sono.

Questo primo input deve fondamentalmente condurre a una considerazione. Vale a dire che il funnel sarà più lungo. In tutti quei settori nei quali marzo è un mese determinante, si dovrà immaginare che il percorso di conversione duri n+1. E non semplicemente “1”.

Molte aziende hanno operato in prudenza però. Di fatto riducendo la loro visibilità, se non addirittura obliterandosi e garantendo a chi è rimasto, di accrescere il proprio presidio in modo esponenziale.

Facciamo un esempio molto poco entropico, ma molto pratico. Se prima c’erano 100 ricerche e 4 player, la probabilità di essere scelti partiva da 1/4. Quindi a parità di interesse, parliamo di una base di 25 utenti.
Se oggi in campagna sono rimasti 2 player e le ricerche sono passate da 100 a 70, ognuno dei due player rimasti ha una base di 1/2 utenti, pari a 35.

Non siamo nell’ambito della fantascienza, ma solo nell’ambito dell’esemplificazione di un concetto, che se avete sotto mano anche un banalissimo Google Trends, potrete risolvere da soli.

Perché quindi, per chiosare e – spero – lasciare al dibattito e alle considerazioni, parlo nel titolo di un percorso di 13 mesi? Abbiamo detto che un mese è perduto, quindi dobbiamo considerare 11 mesi di lead (approssimativamente), ma partendo dal presupposto esemplificativo, che il mese di marzo è un mese di awareness che annulla la fase alta di funnel del mese (o mesi) precedente. In questo contesto, un funnel a 12 mesi, dura in realtà operativamente un mese in più.

Immaginate di contare in questo modo: 1, 2, 3, 3, 4, 5 e via dicendo… e non 1, 2, 4, 5… Più chiaro adesso? Ora, attenzione. L’auspicio è che alla ripartenza il retail (per fare un esempio) possa contare sull’accumulo di richieste. Pensate a tutti coloro che dovranno andare a tagliarsi i capelli. Ciò significa – nel probabile rispetto della contingentazione – che molti negozi si troveranno di fronte a una probabile saturazione e a un potenziale rischio di perdere clienti che hanno (non storcete la bocca) urgenza.

Motivo per il quale – sempre per fare un esempio – più che stare fermo, se fossi stato un parrucchiere avrei operato almeno in due aspetti:
a) video tutorial e/o post su come mantenere i capelli in forma;
b) sconto importante ex ante, in previsione della riapertura e senza scadenza temporale.

Sicuramente un valido motivo per rimanere attivi. O sbaglio? Fortunatamente coi nostri clienti non ci sono stati particolari braccio di ferro. Ha prevalso la linea della omeostasi.